Archifood è il sintetico ed efficace brand 
di Quid Edizioni che coniuga architettura, 
design, cultura del cibo e tutto il variegato mondo che ruota attorno a quest’ultimo. 


L’incontro magico e complesso che avviene tra uno chef, magari proprietario del locale, e un architetto al quale viene affidato il compito di realizzare il sogno dello chef stesso, e cioè il suo ristorante, è una delle storie che Archifood si propone di raccontare. 


E poi tanti designer, libri e mostre collegati all’enogastronomia, itinerari archi-golosi in Italia e all’estero, fotografie e illustrazioni per veri gourmet dell’estetica! Archifood nasce da una idea creativa di Arianna Mariani. 

Angelé Yuri - That's Amore!

 

That's Amore!


Testo di Arianna Mariani
Fotografie courtesy Brunetti

Il Caffè Brunetti iniziò l’attività presso la location di Faraday Street, a Melbourne nel 1985. La famiglia Angelé acquisì l’azienda nel 1991 e trasformò l’incantevole caffè in un’autentica pasticceria italiana, apportando all’attività una notevole esperienza: Giorgio Angelé, il pioniere del nucleo, cominciò a lavorare con suo zio in un caffè di Roma, sin dall’età di 10 anni. Nel 1956, all’età di 23, Giorgio arrivò in Australia con la squadra olimpica italiana, in qualità di chef pasticciere e come tale gli venne data la possibilità di emigrare definitivamente in Australia dopo i giochi olimpici. Da allora Giorgio ha sempre lavorato nell’industria pasticciera e, ancora, lo si può trovare con le “mani in pasta” nel laboratorio creativo dell’attività familiare, ora gestita assieme ai figli Yuri e Fabio. Brunetti offre la massima qualità con prodotti fatti a mano che rispettano fedelmente la tradizione: più di 40 le varietà di mignon disponibili che spaziano dai mini-cannoli, ai babà al rum, ai bignè; uno dei ‘must’ è la Promessa d’amore: dessert di origine napoletana, ripieno di crema chantilly allo zabaione. Grande selezione anche tra i biscotti, le torte, i gelati; pani di ogni tipo, focacce, supplì; persino lasagne e cannelloni caldi! A coronare il sogni di ogni italiano all’estero: il caffè, una miscela Arabica al 100%, creata espressamente per le caffetterie Brunetti. I semi provengono da tutto il mondo e poi torrefatti in house per fornire un caffè dal gusto ricco, intenso e seducente. Una tradizione ormai cimentata da anni prevede che i primi caffè mattutini -quelli delle 4!- vengano offerti presso tutte le caffetterie Brunetti. Coloro che degustano il caffè in questo orario possono altresì sperimentare la pasticceria appena sfornata: cornetti alla marmellata, il ‘ricottino siciliano’ fatto con ricotta e cioccolato, i bomboloni alla crema, le ciambelle... Il sabato mattina una ulteriore novità: le frittole, specialità fatta con l’impasto dei bomboloni, marsala e uva sultanina.
Un maître chocolatier si prende cura del settore Cioccolateria, offrendo una selezione di circa 30 tipi diversi di cioccolatini e 20 varietà di cioccolato in tavoletta.
Cinque le location a Melbourne: Carlton, City Square, Camberwell, Fitzroy and Myer Melbourne, meravigliose caffetterie di design; nel 2010, Brunetti è sbarcato anche in Medio Oriente ed ha aperto un autentico caffè italiano a Dubai, mentre nel 2011 ha inaugurato un secondo store internazionale nel cuore di Singapore. Brunetti City Square fu disegnato dallo Studio Hecker Guthrie di Melbourne, diretto da Paul Hecker e Hamish Guthrie. Le proposte dello Studio partono sempre dall’idea di creare una certa unicità per ogni progetto, sia nelle soluzioni di design sia nella selezione di una palette di materiali naturali. Uno staff di 17 persone si occupa di Interior Design, Architettura, Industrial Design, Furniture Design e Styling. Brunetti City Square vanta un certo stile di taglio neoclassico: i mosaici Bisazza “Summer Flowers” -simili, nei decori, agli arazzi fiorentini- ornano tutte le pareti interne di questa filiale di Brunetti e arrivano direttamente da Milano; le vetrine refrigeranti di Bocchini SpA da Ancona. Dall’esterno, la location appare come una scatola di vetro e doghe di legno, dalla quale si scorgono gli splendidi mosaici. La maggior parte dei posti a sedere si trova all’esterno attorno a moderni tavolini in cemento, su sedute di alluminio anodizzato; una piccola sala al piano superiore può offrire maggior privacy e ospitalità a gruppi di massimo venti persone. La piazza presso cui è ospitata la location, City Square, appunto, risale alla seconda parte degli anni Sessanta, quando -contrariamente al disegno della città che non prevedeva piazze civiche- fu deciso che Melbourne avrebbe avuto una piazza all’angolo tra Collins e Swanston Street. Proprio in questa occasione, per la prima volta, il clima socio-politico si intersecò con gli esiti architettonici-sociali: erano gli anni della protesta contro il coinvolgimento dell’Australia nella guerra del Vietnam; i protestanti marciavano lungo Swanston e Collins Street per raggiungere il Parlamento. La paura dei borghesi, che il popolo in subbuglio potesse raccogliersi in grandi quantità nella piazza, fu al centro di grandi dibattiti. Ciononostante, un concorso per la progettazione della piazza venne indetto e vinto dai giovani architetti John Denton, Bill Corker and Barrie Marshall. Dal lato della piazza che da su Flinders Lane c’è la filiale City Square di Brunetti.

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