Archifood è il sintetico ed efficace brand 
di Quid Edizioni che coniuga architettura, 
design, cultura del cibo e tutto il variegato mondo che ruota attorno a quest’ultimo. 


L’incontro magico e complesso che avviene tra uno chef, magari proprietario del locale, e un architetto al quale viene affidato il compito di realizzare il sogno dello chef stesso, e cioè il suo ristorante, è una delle storie che Archifood si propone di raccontare. 


E poi tanti designer, libri e mostre collegati all’enogastronomia, itinerari archi-golosi in Italia e all’estero, fotografie e illustrazioni per veri gourmet dell’estetica! Archifood nasce da una idea creativa di Arianna Mariani. 

Berton Andrea - Il Levriero di Trussardi corre in Piazza della Scala

 

Il Levriero di Trussardi corre in Piazza della Scala


Testo di Arianna Mariani
Foto courtesy Ristorante Trussardi alla Scala

Il Levriero, antica icona di eleganza, agilità e dinamismo incarna alla perfezione la filosofia del brand Trussardi: raffinatezza e signorilità, cura del dettaglio, materiali di elevata qualità.
Il Ristorante Trussardi Alla Scala, parte di un ampio progetto con sede in Palazzo Marino Alla Scala, sposa perfettamente il credo aziendale. Location seducente: a fianco della creazione neo-classica di Giuseppe Piermarini con ingresso in Via Filodrammatici, in un edificio che offre un’esperienza di esplorazione attraverso una pluralità di suggestioni.
Milan Vukmirovic, direttore creativo di Trussardi 1911, ha ideato il concept dello spazio, mentre il team aziendale di architetti ha sviluppato l’intero progetto mettendo insieme un’immensa boutique di accessori femminili, un ristorante stellato, una caffetteria con connessione wifi e selezione di riviste internazionali pro consultazione, degli spazi per mostre di arte contemporanea, e una ricca selezione di orchidee. Al piano terra la boutique del marchio del levriero e, dal lato dell’edificio che si affaccia su Via Filodrammatici, il Café Trussardi - stessa gestione del ristorante; al mezzanino Il Ristorante Trussardi Alla Scala; all’ultimo piano la Fondazione Nicola Trussardi, istituzione no profit per la promozione della cultura e dell’arte contemporanea.
Il design del ristorante è ricercato e luminoso: ampi spazi in cui dominano i toni caldi del legno, dell’oro e della pelle. Gli ospiti possono scegliere se affacciarsi sulla veduta di Piazza della Scala o sulla teatrale cucina a vista diretta dallo chef Andrea Berton.
Una monumentale parete d’oro, una cantina completamente trasparente e visibile dai tavoli, un salotto di velluti –luogo unico per un aperitivo, un distillato o un cocktail dopo il pasto– sono scorci d’interior che impreziosiscono la sala da pranzo, concepita come un moderno soggiorno. Le sculture e le stampe che decorano lo spazio, selezionate dalla storica collezione della famiglia, hanno come soggetto il levriero. Ogni dettaglio è stato progettato per offrire agli ospiti l’esperienza del lusso accessibile. Altrettanto accessibile la cucina di Andrea Berton: senza addosso il fastidioso fardello di dover per forza stupire, propone preparazioni di grande finezza, rimarcando il credo marchesiano della pulizia dei sapori con l’utilizzo di pochi ingredienti ben distinguibili fra loro. La tecnica è al servizio dell’esaltazione del sapore dell’ingrediente. «...nel mio lavoro perseguo una cucina immediata, diretta, senza tanti fronzoli e quindi immediatamente capibile. L’ingrediente deve essere percepito subito, anche solo nella visione del piatto. Questo rigore è un valore per me molto importante».
Un instant classic di Berton è l’insalata liquida con gnocchi di seppia e olio alle olive nere: l’elogiabile lavoro effettuato sulla seppia produce una sfera dalla consistenza perfetta per l’equilibrio degli ingredienti usati. Il centrifugato di     lattuga attutisce l’acidità e la sapidità delle olive nere. Piatto elengantissimo nel gusto e nell’estetica. Altro encomiabile esempio di avvicendamento delle densità lo si riscontra nei gamberi rossi di Sicilia crudi e cotti, amaranto croccante, crema d’olio di oliva e sorbetto alla barbabietola.
Attenta ai temi della sostenibilità ambientale e con predilezione per i prodotti biologici, la cucina di Andrea Berton è stata premiata con due stelle dalla guida Michelin Italia 2009, con tre forchette dalla guida del Gambero Rosso 2011 e con i tre cappelli dalla guida de L’Espresso 20011/2012.
Ha contribuito ai suddetti riconoscimenti la professionalità del servizio offerto da tutti i giovani professionisti che pongono una grande attenzione agli ospiti, senza mai cadere nella sgradevole ingessatura della formalità.

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