Archifood è il sintetico ed efficace brand 
di Quid Edizioni che coniuga architettura, 
design, cultura del cibo e tutto il variegato mondo che ruota attorno a quest’ultimo. 


L’incontro magico e complesso che avviene tra uno chef, magari proprietario del locale, e un architetto al quale viene affidato il compito di realizzare il sogno dello chef stesso, e cioè il suo ristorante, è una delle storie che Archifood si propone di raccontare. 


E poi tanti designer, libri e mostre collegati all’enogastronomia, itinerari archi-golosi in Italia e all’estero, fotografie e illustrazioni per veri gourmet dell’estetica! Archifood nasce da una idea creativa di Arianna Mariani. 

Betmon Stephane - S'il vous plaìt n'amatriciana!

 

S'il vous plaìt n'amatriciana!


Testo di Susanna Ferretti
Foto courtesy Caffè Propaganda © Stefano Scatà

A Roma, a pochi passi dal Colosseo, il Caffè Propaganda in breve tempo è riuscito a conquistare la città, per diventare uno dei locali più affollati dalla movida romana. Il nome stesso costituisce la filosofia che si è voluto dare al locale: “propagandare un tipo di alimentazione salutare, legata ai prodotti del territorio e più in generale a prodotti di altissima qualità”. Caffè Propaganda, aperto a metà ottobre del 2011, nasce dall’idea di un gruppo di imprenditori, dall’esperienza già consolidata da anni nel settore della ristorazione e dell’intrattenimento. La struttura di 280 metri quadrati è stata ripensata dagli architetti Dacomo & Leonardi e Ilaria Petreni; come un bistrot parigino, imprimendo agli interni quel sapore che si poteva respirare nei café littéraire lungo la Senna, nei primi decenni del ‘900. Protagonista della prima sala è il lungo bancone in zinco e rovere prodotto da un atelier parigino, oltre allo scaffale dove fanno bella mostra le dolci creazioni dello chef pâtissier. Le superfici delle pareti e la pavimentazione sono state realizzate dall’azienda ceramica modenese Etruria Design, nota per la produzione di ceramiche di elevata qualità, in stile Art Déco.
Le pareti sono ricoperte di piastrelle bianche diamantate, come il rivestimento delle stazioni della metropolitana di Parigi agli inizi del ‘900 mentre i pavimenti della sala da pranzo, dei bagni e della cucina, sono rivestiti in mattonelle bianche e nere che riproducono una scacchiera esagonale. L’arredamento è altrettanto ricercato, i lampadari a goccia di vetro provengono da un vecchio hotel a sud della Francia, le sedie dal collo di cigno e lo schienale a forma di coda di balena sono di Chasie Nicolle, mentre i mobili in legno e le vetrine per dolci e vini sono state realizzate su misura da artigiani veneti.
L’originalità del menu è subito percettibile dal modo in cui è presentato al cliente, che può scegliere quello che vuole mangiare leggendo un foglio di giornale, oppure consultando le grandi lavagne di ardesia della sala da pranzo. Il menu versatile e vario nasce dalla felice unione tra l’incontenibile creatività dello chef pâtissier Stephane Betmon e le geniali intuizioni del giovane chef Agostino Brugnano, che insieme sono riusciti a vincere la sfida tra dolce e salato e a trovare il giusto equilibrio tra la cucina tradizionale romana e la pâtisserie francese. L’attenzione per la materia prima, per i prodotti freschi, come le verdure del produttore biodinamico Giacomo Ferrari o le uova di Parisi, permettono l’elaborazione delle più svariate proposte, adatte in qualsiasi momento della giornata. Non meno importante è la presenza del bartender Emanuele Brocatelli che, cogliendo a pieno la filosofia del Caffè, propone dopo cena dei cocktail invecchiati in botte e prodotti home made, come lo sciroppo della nonna ai fiori di sambuco, modificatori di sapore fatti in casa e il vermouth del Propaganda, a base di vini naturali.
Da segnalare nella carta dei vini una selezione di vini biodinamici che aderiscono al progetto “Triple A” di Luca Gargano della società genovese d’importazione Velier, un progetto che non poteva non essere in linea con l’idea del Propaganda, dove artigianalità del prodotto e ricerca di un piacere degustativo responsabile si legano a un ambiente curato in ogni minimo dettaglio.

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