Archifood è il sintetico ed efficace brand 
di Quid Edizioni che coniuga architettura, 
design, cultura del cibo e tutto il variegato mondo che ruota attorno a quest’ultimo. 


L’incontro magico e complesso che avviene tra uno chef, magari proprietario del locale, e un architetto al quale viene affidato il compito di realizzare il sogno dello chef stesso, e cioè il suo ristorante, è una delle storie che Archifood si propone di raccontare. 


E poi tanti designer, libri e mostre collegati all’enogastronomia, itinerari archi-golosi in Italia e all’estero, fotografie e illustrazioni per veri gourmet dell’estetica! Archifood nasce da una idea creativa di Arianna Mariani. 

Bowerman Cristina - Esuberanze di una chef capitolina

 

Esuberanze di una chef capitolina


Testo di Giacomo Vitali
Foto di Vito Corvasce

Un concept innovativo nel cuore della movida romana e degli antichi vicoli della capitale, sorprende per la sua architettura modernissima, incastonata come un gioiello prezioso nello storico Vicolo del Cinque, del rione trasteverino. Un indirizzo, quello di Glass Hostaria, ormai famoso, che già da anni rappresenta un must nella ristorazione di lusso di nuova generazione. Uno spazio elegante e minimale, contraddistinto dai soffitti caratterizzati da vecchie travi in legno e dalle calde tonalità delle pietre murali a vista, tipici dei palazzi d’epoca, testimonia –per contrasto- la preziosità di un fulgido passato. Un universo composito e fibrillante che intreccia, nella rispettiva progettualità, due anime: l’antico e il moderno. I materiali scandiscono la struttura, così il legno per la geometrica pavimentazione; il ferro che, passando anche per la bellissima scala, corre al piano superiore, una sorta di passerella sospesa nel vuoto; e infine la ‘drammaturgia’ della luce che riverberandosi nel vetro delle teche e delle nicchie onnipresenti negli ambienti, cattura lo spettatore in un’inaspettata dimensione di rarefatta atmosfera, soffusa ed avvolgente. Gli arredi essenziali ma di grande design, si prospettano come scelte funzionali al servizio del comfort. Un progetto ambizioso, questo, sapientemente ideato dall’architetto romano Andrea Lupacchini, con la collaborazione artistica di Marco Filippetti e l’estro creativo di Alberto Brandolini, coautori di un’architettura che ha riscosso numerosi e prestigiosi riconoscimenti a livello mondiale, vantando la sua presenza progettuale, nelle più gettonate e blasonate riviste di design. Così Andrea Lupacchini illustra Glass Hostaria: “La volontà di realizzare uno spazio architettonico molto moderno, ma in grado di conservare un rapporto con il contesto urbano, ha portato ad adottare soluzioni che rendono il concept fortemente contestualizzato ed allo stesso tempo assolutamente decontestualizzabile. L’impatto visivo della sala articolata su due livelli ne è sintesi grazie alle grandi superfici murarie seicentesche e al bellissimo soffitto di copertura composto da vecchie travi in legno, quasi privo di una trama regolare ordinata, probabilmente risultato dalle modificazioni subite dagli spazi nei secoli, che si combinano con la ragnatela di assi del pavimento e la sagoma longilinea dei corpi illuminanti.”
Domicilio ideale dello spirito contemporaneo, informale, dinamico e internazionale, Glass Hostaria, acquisisce visibilità grazie ad una cucina “sincretica”, aperta alle più svariate suggestioni gastronomiche, senza però trascurare la tradizione. La chef Cristina Bowerman, cotitolare del ristorante assieme a Fabio Spada e Silvia Sacerdoti, è una delle poche “stelle rosa” Michelin d’Italia. Di origini pugliesi, ma cosmopolita per natura, è titolare di due lauree: la prima in Giurisprudenza, conseguita presso l’Università di San Francisco, la seconda in Arte Culinaria, con un programma sulla scuola parigina Cordon Bleu, conseguita presso l’Università di Austin in Texas. L’esuberante passione per la cucina accompagna da sempre Cristina: in Texas fonda l’associazione “The two Skinny Ladies”, offrendosi come chef a domicilio; negli Stati Uniti matura varie esperienze di rilievo, fra le quali quella per il Driskill Grill. In Italia, dopo l’           esperienza professionale del Convivio Troiani di Roma, le viene offerta la direzione di un locale e successivamente, quella del “Cuoco a domicilio”, in società con Andrea Golino. Ma è con Glass Hostaria che Cristina Bowerman si consacra al vero successo: il suo locale è in vetta alle classifiche delle guide italiane e straniere, considerato tra i più rinomati della capitale, ad altissimo gradimento di pubblico e pluripremiato. La sua storia personale e quella del ristorante Glass sono stati oggetto di un vero e proprio case study, presso l’Università Bocconi di Milano. Docente di corsi professionali di cucina presso Italian Chef Academy e all’Università dell’Illinois, la chef partecipa in qualità di relatrice a numerosi congressi, rappresentando con successo, la cucina italiana nel mondo.
Nel descrivere i suoi piatti, o meglio le sue innumerevoli e straordinarie creazioni, la critica gastronomica ha intessuto grandi lodi e pregevoli apprezzamenti sulla mirabile maniera di Cristina Bowerman d’intrattenere rapporti col cibo. Contemporanea, innovativa e di facile approccio, la sua arte gastronomica diverte e rilassa e, passando per la migliore tradizione italiana, si contamina nei profumi e nei sapori di terre lontane, luoghi deputati al ricordo di gusti e a nostalgici sapori.

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