Archifood è il sintetico ed efficace brand 
di Quid Edizioni che coniuga architettura, 
design, cultura del cibo e tutto il variegato mondo che ruota attorno a quest’ultimo. 


L’incontro magico e complesso che avviene tra uno chef, magari proprietario del locale, e un architetto al quale viene affidato il compito di realizzare il sogno dello chef stesso, e cioè il suo ristorante, è una delle storie che Archifood si propone di raccontare. 


E poi tanti designer, libri e mostre collegati all’enogastronomia, itinerari archi-golosi in Italia e all’estero, fotografie e illustrazioni per veri gourmet dell’estetica! Archifood nasce da una idea creativa di Arianna Mariani. 

Cammerucci Vincenzo - L'enciclopedia del sapore

 

L'enciclopedia del sapore


Testo di Romina Angeletti Agnoletti
Foto di Vito Corvasce

Per Vincenzo Cammerucci cucinare è un vizio di famiglia: ha iniziato con suo fratello chef, ma anche suo nonno era un cuoco, di quelli che in campagna cucinavano per tutti i contadini nelle varie ricorrenze da festeggiare. Nel suo lungo percorso formativo, una svolta determinante è stata l’esperienza con Gualtiero Marchesi, da cui deriva il suo stile di sottrazione, piuttosto che di aggiunta. Avendo imparato tanto, lo chef Cammerucci non è però geloso del suo sapere: ama anzi trasmettere la sua passione, collaborando con diverse scuole alberghiere, tenendo corsi per i ragazzi di San Patrignano o facendo il docente all’Università della Cucina di Colorno (PR).
Nelle sue creazioni si possono intuire le sue origini recanatesi, e l’adopero attento degli ingredienti del territorio marchigiano. Si possono allora assaporare le sarde con striduli, pomodori fritti e la papalina, sardellina di colore azzurro molto diffusa nel mar Adriatico sulle coste che facevano parte dello Stato Pontificio, preparata a Cesenatico in salamoia con un antico sistema immutato da secoli.
La vicinanza con i suoi collaboratori stranieri gli fornisce inoltre l’ispirazione per preziose
contaminazioni: la varietà di pepe rosa che guarnisce e profuma la sua tartara di astice viene dal Marocco, mentre la manioca viene cucinata proprio come in Brasile. Gli architetti Sabrina Farneti e Fulgenzia Ravegnani hanno incontrato Vincenzo Cammerucci e così è nato il restyling del ristorante “Lido Lido” a Cesenatico. Le idee chiave sono venute di getto, mentre si guardava il da farsi; inoltre lo chef sapeva bene cosa voleva e i progettisti lo hanno accontentato in un tempo record di tre settimane. Cammerucci è rimasto a seguire i lavori da mattina a sera, discutendone gli applicativi pratici e le soluzioni migliori per chi ci lavora e per il cliente finale: proprio come uno scrupolosissimo direttore dei lavori. Si è creato così un luogo accogliente e intimo dove si possono gustare piatti originali, nati dalla sensibilità nell’accostare gli ingredienti e da una manualità eccezionale. Un posto di rilievo occupa la cantina dei vini pregiati. I bianchi si mostrano in una sorta di galleria mentre i rossi sono racchiusi in un’elegante vetrina che crea una quinta scenica dal forte impatto emozionale. Estremamente moderna è la spinatrice per i vini, in realtà un sistema di conservazione funzionante ad azoto che permette a chiunque di non dover
acquistare necessariamente un’intera bottiglia e allo stesso tempo di poter degustare più sapori in abbinamento con ciò che si mangia. Tra il ristorante e l’annesso hotel è stato creato un “filo conduttore”, attraverso una tinteggiatura a righe orizzontali nelle cromie sabbia e tortora che parte dall’ingresso del ristorante stesso, unisce le due sale divise da una vetrata e oltrepassa i servizi igienici per sfociare nella hall a tutta altezza. Molto particolari sono gli stessi bagni, minimalisti con un mosaico vitreo effetto bagnato, ma distinti nell’esecuzione del progetto dalla loro destinazione d’uso, per uomini o per donne: l’uno tenebroso, in grigio tortora, l’altro vanesio e brillante in sabbia avorio, con uno specchio a tutta altezza fino al soffitto composto da uno centrale e otto laterali, che creano uno scenografico effetto cornice. Anche per le progettiste la cucina è un’arte, proprio come l’architettura. Incontrando i desideri e le esigenze di Vincenzo Cammerucci hanno ricreato un ambiente in cui bellezza e funzionalità si armonizzassero; un ambiente di classe, ma comodo come casa propria, luogo ideale per rendere la regia culinaria dello chef protagonista indiscussa del “Lido Lido”.

 

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