Archifood è il sintetico ed efficace brand 
di Quid Edizioni che coniuga architettura, 
design, cultura del cibo e tutto il variegato mondo che ruota attorno a quest’ultimo. 


L’incontro magico e complesso che avviene tra uno chef, magari proprietario del locale, e un architetto al quale viene affidato il compito di realizzare il sogno dello chef stesso, e cioè il suo ristorante, è una delle storie che Archifood si propone di raccontare. 


E poi tanti designer, libri e mostre collegati all’enogastronomia, itinerari archi-golosi in Italia e all’estero, fotografie e illustrazioni per veri gourmet dell’estetica! Archifood nasce da una idea creativa di Arianna Mariani. 

Cardinali Massimo - La dolce vita

 

La dolce vita


Testo di Francesca Guidoni
Foto di Vito Corvasce

Un locale accogliente e colorato, con il pavimento e il bancone del bar in legno. Dal blu al bianco passando per il color glicine e il rosso, Il Sorpasso km 12 promette bene al primo sguardo. In un’atmosfera anni Sessanta, con frigorifero e mobilio originali e con i ritratti in stile pop art di Maria Callas e Patti Pravo, riporta indietro nel tempo al periodo della dolce vita. Immerso nel Parco Naturale del Monte San Bartolo, è disposto su tre terrazzamenti naturali, tra i più alti del monte. La struttura originaria del locale è una vecchia costruzione rustica degli anni Settanta già adibita a chiosco con funzione di ristorante e piadineria. La nuova riorganizzazione ha coinvolto direttamente i tre soci: Massimiliano Zancato, Massimo Cardinali e Giampiero Olivieri che, insieme ad Alessandro Ligabue, artista e designer di Reggio Emilia, hanno seguito passo a passo i lavori, con l’aiuto di artigiani specializzati e impegnandosi personalmente, riuscendo a trasformare completamente il locale nel corso di tre stagioni. Il coinvolgimento diretto dei proprietari, oltre a risolvere un problema di budget, è motivato dall’intenzione di “non creare un ambiente troppo perfetto e formale, ma creare un ambiente caldo, accogliente e sicuramente personalizzato per sdrammatizzare gli stereotipi classici del ristorante di qualità”. I lavori hanno evidenziato la storia architettonica del luogo, mettendo in luce elementi originali che sono stati mantenuti come la scritta “Tagliatelle alla marinara” all’ingresso. L’immaginario di riferimento è l’atmosfera delle cartoline di Nizza e della costa azzurra. Il titolo del film di Dino Risi con Vittorio Gasman, Jean-Louis Trintignant e Catherine Spaak, è il nome scelto per questo innovativo locale: un omaggio a quegli anni e all’italianità in particolare. Una scelta in controtendenza in un periodo, il 2005, in cui andava di moda l’etnico sia nell’arredamento che in cucina. La sfida è stata dare credibilità ad un esercizio con una doppia personalità di ristorante e locale notturno, con una cucina di qualità ma inserita in un ambiente colorato, informale e giovane. Lo chef, Massimo Cardinali, formatosi a Firenze nelle cucine dell’Enoteca Pinchiorri e poi a Milano, Londra e persino alle Antille, riesce a raccontare il suo percorso di esperienze internazionali attraverso i suoi piatti mai banali che, già al primo assaggio trasmettono la percezione delle diverse culture che li hanno generati. Un esempio sono le millefoglie di salmone e avocado, energiche anche nel colore e l’hamburger di tonno, ironico e ammiccante allo stesso tempo. Oppure la raffinata proposta vegetariana: fiori di zucca ripieni di ricotta mantecata. Piatti che sicuramente non passano inosservati alla clientela, disposta a fare decine di kilometri per godersi un attimo di dolce vita.

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