Archifood è il sintetico ed efficace brand 
di Quid Edizioni che coniuga architettura, 
design, cultura del cibo e tutto il variegato mondo che ruota attorno a quest’ultimo. 


L’incontro magico e complesso che avviene tra uno chef, magari proprietario del locale, e un architetto al quale viene affidato il compito di realizzare il sogno dello chef stesso, e cioè il suo ristorante, è una delle storie che Archifood si propone di raccontare. 


E poi tanti designer, libri e mostre collegati all’enogastronomia, itinerari archi-golosi in Italia e all’estero, fotografie e illustrazioni per veri gourmet dell’estetica! Archifood nasce da una idea creativa di Arianna Mariani. 

Carita’ Giuseppe - L'Università delle Scienze Gastronomiche

 

L'Università delle Scienze Gastronomiche


Testo di Paola De Simone
Foto courtesy UNISG

Vivono nel cuore delle Langhe, in Piemonte, a pochi chilometri dalla cittadina di Bra, in provincia di Cuneo, e sono studenti di un’università molto particolare, dove è normale avere un proprio orto e disquisire di cibo. Sono i ragazzi di Pollenzo e ci troviamo nell’Università delle Scienze Gastronomiche, fondata nel 2004 dal guru dell’Associazione internazionale Slow Food, Carlo Petrini. Oggi questa Università è un punto di riferimento internazionale per chi ha a cuore lo sviluppo sostenibile della filiera alimentare. Da qui partono numerose iniziative a sostegno della salvaguardia del nostro patrimonio agroalimentare e qui si formano ogni anno i nuovi esperti in produzione, trasformazione, e valorizzazione dei cibi e delle bevande, nonché in promozione del turismo enogastronomico.
La sede ha origini antiche, a partire dal 1835, quando sull’area della città romana Pollentia, la odierna Pollenzo, il re Carlo Alberto fece edificare la tenuta reale dei Savoia. Oltre un secolo dopo, grazie all’iniziativa dell’associazione Slow Food, prende vita il progetto di recupero di questo imponente complesso, oltre 11mila metri quadri interni e un’area esterna di oltre 37mila metri quadri. L’opera di riqualificazione, terminata nel 2004, ha riportato alla luce anche tutti i rustici, la torre e l’area del parco che include i ruderi di epoca romana. La direzione dei lavori del complesso è stata affidata all’architetto Giuseppe Carità, un attento conoscitore del territorio che sul progetto ha anche creato un social network dal nome “Iniziativa cantiere di Pollenzo”. La direzione della realizzazione è stata invece curata dallo Studio Albini Associato. In questa prestigiosa struttura, oggi sito iscritto al Patrimonio mondiale Unesco col nome di “Residenze Sabaude”, hanno sede non solo l’Università, che occupa circa 3mila metri quadri, ma anche l’Agenzia di Pollenzo, la Banca del vino, il ristorante Guido e l’albergo dell’Agenzia.
“L’Università di Scienze Gastronomiche si propone di ricoprire un ruolo davvero difficile e stimolante: essere punto di riferimento culturale, a livello nazionale ed internazionale, in tutto ciò che concerne la gastronomia, e divulgare un sapere tra gli studenti che consenta loro di rispondere alle impellenti necessità di cui ha bisogno oggi il settore alimentare” spiega Carlo Petrini. “Davanti a un mondo che cambia troppo velocemente, ponendo continuamente nuove problematiche comunque interconnesse le une con le altre - continua - l’Università guarda a sé stessa come a un luogo di scambio, di esperienze, di dibattiti e anche di difesa di un’agricoltura sostenibile. È qui, nel campus di Pollenzo, che vogliamo costruire un sapere teorico e pratico in cui la biodiversità rappresenta un concetto fondamentale”. E dal concetto di biodiversità si sviluppano percorsi di conoscenza che riguardano la riscoperta del nostro passato e che guardano al tempo stesso, in maniera consapevole, al futuro del nostro sistema alimentare. Al corso triennale di Scienze Gastronomiche, si affianca una laurea magistrale in “Promozione e Gestione del Patrimonio Gastronomico e Turistico”, un master in “Food Culture and Communications”, un altro in “Italian Gastronomy and Tourism”, e poi un corso di formazione sui “Granai della Memoria”, fino ad una scuola specialistica in “Sustainability and Food Policies”. Le parole degli studenti rendono l’idea dell’unicità di questa Università. Come ci spiega Giorgio Brambilla, 20 anni, studente della laurea triennale in Scienze Gastronomiche, nel cassetto il sogno di lavorare nel settore caseario: “Il motivo per cui ho scelto questo corso, è la passione e la voglia di espandere le mie conoscenze nel vastissimo mondo del cibo. Il punto di forza di questa Università è che ti prepara in modo molto ampio su tutto ciò che sta attorno al cibo, non solo chimica, produzione, biologia, ma anche storia, antropologia e filosofia”. “Questa Università - prosegue Giorgio - offre la possibilità di fare esperienze uniche, tra viaggi didattici e confronti con cuochi, produttori, piccole e grandi aziende”. La figura del gastronomo che qui si forma, è certo una figura nuova, e le sue collocazioni nel mondo del lavoro sono tante e abbracciano diversi campi, alcuni finora poco esplorati; ma questi giovani studenti sembrano avere le idee molto chiare. “Quello che mi piacerebbe fare una volta uscito da questa Università è aprire una mia attività di ristorazione, molto simile a quelle che erano le taverne medievali, con due o tre piatti del giorno”, dice Valerio Cannelli, 22 anni, studente del secondo anno, “e poi, magari, riuscire ad avviare una produzione di birra e di sidro”. Qui a Pollenzo non si studia solo teoria: “L’Università - spiega Valerio - ci mette a disposizione un laboratorio di analisi sensoriale, uno dei più grandi in Italia, e spesso le aziende chiedono a noi studenti di testare i loro prodotti. Abbiamo anche un orto didattico dove coltiviamo biologicamente alcune piante”. Quale sarà il futuro del cibo? Cosa troveremo in tavola nei prossimi anni? Come rinnovare l’agricoltura? Sono questi gli interrogativi che ogni anno attirano presso l’Università di Pollenzo decine di giovani, italiani e stranieri; ad oggi ben 900 hanno conseguito il diploma di laurea o master, ed il trend è in continua crescita.

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