Archifood è il sintetico ed efficace brand 
di Quid Edizioni che coniuga architettura, 
design, cultura del cibo e tutto il variegato mondo che ruota attorno a quest’ultimo. 


L’incontro magico e complesso che avviene tra uno chef, magari proprietario del locale, e un architetto al quale viene affidato il compito di realizzare il sogno dello chef stesso, e cioè il suo ristorante, è una delle storie che Archifood si propone di raccontare. 


E poi tanti designer, libri e mostre collegati all’enogastronomia, itinerari archi-golosi in Italia e all’estero, fotografie e illustrazioni per veri gourmet dell’estetica! Archifood nasce da una idea creativa di Arianna Mariani. 

Ceccarelli Fabio Maria - Un etto di Anikò

 

Un etto di Anikò


Testo di Arianna Mariani
Foto di Vito Corvasce

In piazza Saffi a Senigallia, all’imbocco del corso, l’architetto Fabio Maria Ceccarelli ha progettato un piccolo spazio altamente tecnologico rivestito di acciaio, tek e cristallo, commissionatogli dai signori Cedroni, i patron de La Madonnina del Pescatore. Concettualmente un prefabbricato, Anikò è -nella sua semplicità- un’elegante boutique di finger food in cui è possibile acquistare salumi di pesce affettati al momento (ricciola, pescatrice, anguilla e cernia affumicate, prosciutto o bresaola di tonno) oppure gastronomia ittica (ostriche bretoni, scatolette di pesce nella loro gelatina, spezzatino di tonno con patate, pappa al pomodoro con bottarga di tonno, insalata di pesce spada con pomodoro e salsa alla senape). In alternativa, è possibile sedersi nei tavolini all’aperto e degustare panini speciali (con salmone marinato, mozzarella, pomodoro e vinaigrette balsamica; con scaglie di baccalà, insalata e maionese di baccalà senz’uovo; con egg and bacon: insalata, tonno affumicato, uovo e salsa di lamponi e zenzero) oppure concedersi un prezioso aperitivo (senz’alcol: la bevanda energizzante Lime e Zenzero di Moreno Cedroni servita con ghiaccio, spada affumicato e salsa alla senape; con le bollicine marchigiane: due calici di Pecorino Villa Angela serviti con bresaola di tonno bianco arrostito).
La volontà di trasferire un profumo e un gusto nel tempo e nello spazio (parole di Moreno Cedroni) hanno portato l’eclettico chef a confezionare pregiate e prelibate scatolette dal forte appeal estetico che possono essere degustate sia al chiosco che altrove, a temperatura ambiente o leggermente riscaldate: tonno bianco al rosmarino, polpo-patate-prezzemolo, seppie con piselli, raguse in porchetta, uova di seppia con pomodoro-zenzero e granchietti, trippa di coda di rospo in umido, ventresca di tonno. Sempre in formato ‘take-away’ è possibile acquistare marmellate (di mandarini tardivi, di arance sanguinelle, di pompelmo rosa), confetture (di fragole e timo al limone, di prugne e zenzero, di ananas e lime...) e ancora: gelatine di vino, salse agrodolci, sughi per paste calde, fredde e crostini.
Il chiosco hi-tech, nei suoi trentacinque metri quadrati circa, è attrezzato per fare in modo che il tutto venga servito al massimo grado di qualità: refrigerazione differenziata che varia dai due gradi (per i salumi) ai diciotto (per olio e cioccolato), pavimento riscaldato durante l’inverno, maxi schermo al plasma con programmi gastronomici...
Spazio progettato centimetro per centimetro, con chiara ispirazione nipponica. Sembra di altrettanta ispirazione il nome: Anikò, sebbene il dialetto locale riveli l’ennesimo gioco di parole di Moreno Cedroni... Anikò significa in Senigalliese “ogni cosa”!

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