Archifood è il sintetico ed efficace brand 
di Quid Edizioni che coniuga architettura, 
design, cultura del cibo e tutto il variegato mondo che ruota attorno a quest’ultimo. 


L’incontro magico e complesso che avviene tra uno chef, magari proprietario del locale, e un architetto al quale viene affidato il compito di realizzare il sogno dello chef stesso, e cioè il suo ristorante, è una delle storie che Archifood si propone di raccontare. 


E poi tanti designer, libri e mostre collegati all’enogastronomia, itinerari archi-golosi in Italia e all’estero, fotografie e illustrazioni per veri gourmet dell’estetica! Archifood nasce da una idea creativa di Arianna Mariani. 

Ciotti Stefano - Tra design e Zen

 

Tra design e zen


Testo di Valentina Alessandrini e Arianna Mariani
Foto di Vito Corvasce


“Pensare a un progetto come rappresentazione di chi lo vivrà”: così descrive il suo lavoro Eleonora Rossi, interior designer che ha seguito i lavori di ristrutturazione del Vicolo Santa Lucia. Il ristorante, che prende il nome dal piccolo vicolo su cui si affaccia, si trova all’interno del complesso dell’hotel Carducci76, una villa anni Venti sfiorata dal mare e oggi riportata ad antichi fasti, intatta nella struttura architettonica. La storia della ristrutturazione del ristorante parte dalla volontà del proprietario, Massimo Ferretti, di cambiare genere tanto per gli arredi della struttura quanto per i piatti proposti.
Così il Vicolo Santa Lucia è stato affidato per un restyling completo alle cure di due make-up artist d’eccezione: Stefano Ciotti alla guida della cucina ed Eleonora Rossi dello studio Profili Associati per gli interni. Per Stefano Ciotti la linea guida dettata da Massimo Ferretti è stata quella di seguire un gusto basato sulla territorialità dei piatti, pur con innesti etnici che potessero sposarsi bene con lo stile rinnovato del ristorante, insaporiti dall’uso di spezie e dalle esperienze fatte nel sud d’Italia. Affidandosi al proprio istinto, il suo punto di arrivo è una ricerca assoluta della semplicità, “creando piatti eleganti e sobri allo stesso tempo, dove una sorta di pulizia formale e contenutistica lascia spazio al gusto”. I piatti che considera fiori all’occhiello del Vicolo Santa Lucia sono il fritto di calamaretti in salsa savor e l’insalata di mare e verdure con zuppa di vongole all’olio extravergine. Entrambi coniugano perfettamente tradizione e innovazione da un lato, territorialità e contaminazioni dall’altro. Alan Mancini, sommelier in sala, assaggia tutto in anteprima e ricerca il perfetto abbinamento con il vino. Eleonora Rossi ha invece alleggerito un’atmosfera per molti versi innovativa ma a volte ampollosa per i differenti stili associati. Il nuovo Vicolo Santa Lucia segue una linea di pensiero concettuale e minimalista che racconti un luogo in tutte le sue sfaccettature con uno stile sobrio ed elegante.
Discendendo la scala si accede al ristorante: d’inverno la discesa è allestita con immagini di tronchi innevati per giungere al corridoio d’ingresso accarezzato da rami illuminati da luci soffuse che creano giochi di ombre magiche. In estate il Vicolo Santa Lucia si propone ai bordi della sua piscina rivestita di specchi che riflettono i sassi adagiati sul fondale. Materiali naturali quali rami, erbe e lino greggio vestono l’ambiente decorato con le terre cotte dei vasi, le cesellature a piombo delle cornici degli specchi e un prezioso arazzo di Veisman.

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