Archifood è il sintetico ed efficace brand 
di Quid Edizioni che coniuga architettura, 
design, cultura del cibo e tutto il variegato mondo che ruota attorno a quest’ultimo. 


L’incontro magico e complesso che avviene tra uno chef, magari proprietario del locale, e un architetto al quale viene affidato il compito di realizzare il sogno dello chef stesso, e cioè il suo ristorante, è una delle storie che Archifood si propone di raccontare. 


E poi tanti designer, libri e mostre collegati all’enogastronomia, itinerari archi-golosi in Italia e all’estero, fotografie e illustrazioni per veri gourmet dell’estetica! Archifood nasce da una idea creativa di Arianna Mariani. 

Ciotti Studio - Pesonetto: la spesa trasparente

 

Pesonetto: la spesa trasparente


Testo di Maria Chiara Ballerini
Foto di Vito Corvasce

Le ampie, terse vetrate su cui appare un logotipo inequivocabile dal curioso pay off, sono il primo biglietto da visita di Pesonetto. Negozio di prodotti sfusi tra i precursori in Italia, il locale pesarese sintetizza nel nome e nel simbolo il suo significato, solo il necessario e nulla di più. Pesonetto vende prodotti spogliati di ogni superfluo, niente imballaggio e niente eccesso di merce: dalla pasta ai cereali, dall’olio alle bevande, dai chicchi di caffè alla crema di cioccolato, tutti i prodotti sono stoccati in spinatori, dispenser e cassette, da cui prelevare la quantità desiderata per poi riporla nei sacchetti in materbi, biodegradabili al 100 per cento, o in bottiglie e barattoli di vetro da    riutilizzare agli acquisti successivi.
Basato sui concetti del consumo consapevole e del rispetto per l’ambiente, il progetto di Pesonetto prevede, oltre all’assenza quasi totale di confezioni, la compravendita di prodotti del territorio e il rapporto a filiera corta con i piccoli produttori, per contribuire a ridurre l’inquinamento atmosferico causato dai trasporti e non favorire la formazione (e il conseguente smaltimento) dei rifiuti.
Coerenza e trasparenza sono i fili conduttori che hanno portato alla realizzazione del negozio, esso stesso soggetto atipico “a chilometro zero”, concepito da nove soci pesaresi che hanno dato fiducia ad aziende e a professionisti della zona, i quali ne hanno subito colto e condiviso la filosofia.
L’intero concept di Pesonetto, dalla struttura, alla grafica, ai gesti del personale e degli avventori, ricorda la spesa “come si faceva una volta”. Se il design di interni richiama al primo impatto visivo lo stile nordeuropeo, per l’uso del legno verniciato con colori vegetali, il cromatismo elegante e limitato a poche tinte, il mobilio dalle linee snelle e contemporanee, un secondo esame dell’allestimento svela la vera fonte di ispirazione, ovvero le botteghe alimentari anni Cinquanta, empori dove si poteva trovare di tutto, dai cibi, ai saponi, alle matite, non si comprava di certo all’ingrosso e ed era ben nota la provenienza della merce acquistata. Lo stile fifties influenza anche i tratti delle icone, che con immediatezza informano su quanto si trova nel negozio e su ciò che vi accade, e persino la scelta del font, tratto dall’insegna dipinta sul muro di un’officina meccanica, fotografata da uno studio - seppur statunitense - formato da grafici internazionali e girovaghi. Lo stile grafico s’ispira alla stampa a ruggine delle tovaglie tradizionali romagnole ed è studiato in modo da rendere il disegno riproducibile con tecniche di base, per un’agevole diffusione dell’immagine coordinata.
Un pettirosso che trasporta il peso delle vecchie bilance è la mascotte simbolo del negozio, a indicare quella “forza della leggerezza” che può avere una realtà commerciale minuscola e priva di franchising, ma forte nella progettualità e nella comunicazione. L’immagine di Pesonetto è affidata alla creatività di Cristiano Andreani dello studio ZeroKw e al coordinamento di Paolo Severi, socio del negozio, che si occupa del sito web e delle pagine facebook e twitter, senza trascurare il cartaceo come brochure e cartoline, ovviamente in materiale riciclato. La strategia comunicativa è impostata sulla falsariga della “carta di identità”, in cui tutto è in trasparenza, il negozio nella sua interezza come ogni singolo articolo. In base al motto “più vicino, più genuino”, come recita uno dei pay off , Pesonetto non solo seleziona le aziende locali in base a precise caratteristiche di genuinità e tracciabilità, ma si fa garante del prodotto stesso, di cui invita a conoscere direttamente anche “chi” e “dove”, produttori e luogo di produzione. Un invito che sarà colto da utenti con un grado superiore di curiosità, ma stimolerà comunque interesse e fiducia in tutti gli acquirenti.
Si sviluppa così un doppio percorso, che va dal marketing all’operazione culturale, con il risultato di un ottimo ritorno d’immagine per il locale e della valorizzazione del territorio e delle sue eccellenze. La comunicazione prevede inoltre azioni capillari di diffusione culturale. Se è vero infatti che una realtà così inconsueta raggiunge principalmente destinatari già attivi e sensibili ad argomenti quali l’eco-sostenibilità e l’acquisto responsabile, la serie di iniziative collaterali organizzate da Pesonetto, come l’organizzazione di eventi e la presentazione di libri su tematiche attinenti, gli incontri con i produttori, le visite alle aziende, hanno l’obiettivo di fungere anche da stimolo etico ed educativo. Soci, dipendenti, collaboratori, chiunque graviti intorno al progetto di Pesonetto è consapevole di non dover mai scendere a patti con la subcultura della produzione standardizzata, nella qualità dei prodotti come nel lavoro professionale. Una soddisfazione rara, poiché non capita spesso di poter vendere la cosa migliore che si ha in mente. Come perfezionamento di una simile coerenza progettuale, non mancherebbe che un’ultima sfida, per ora raccolta solo in parte. Nella regione che vanta un primato europeo per l’agricoltura biologica, la strada del “chilometro zero” può condurre in modo naturale al traguardo della scelta incondizionata del “bio”, che arricchirebbe con il valore aggiunto di salute e benessere l’ineccepibile principio dell’etica ambientale.

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