Archifood è il sintetico ed efficace brand 
di Quid Edizioni che coniuga architettura, 
design, cultura del cibo e tutto il variegato mondo che ruota attorno a quest’ultimo. 


L’incontro magico e complesso che avviene tra uno chef, magari proprietario del locale, e un architetto al quale viene affidato il compito di realizzare il sogno dello chef stesso, e cioè il suo ristorante, è una delle storie che Archifood si propone di raccontare. 


E poi tanti designer, libri e mostre collegati all’enogastronomia, itinerari archi-golosi in Italia e all’estero, fotografie e illustrazioni per veri gourmet dell’estetica! Archifood nasce da una idea creativa di Arianna Mariani. 

De Pieri Stefano - Attenti a quei due

 

Attenti a quei due


Testo di Arianna Mariani
Foto courtesy Stefano's

Chi sono Stefano de Pieri e Simone Scrilatti?
Cominciamo dal secondo al quale va una menzione particolare in quanto ha curato l’intera ‘sezione Melbourne’ recandosi per noi nella terra che i Men At Work cantarono e chiamarono Down Under: l’Australia. Barman, maître, profondo conoscitore di vini ma soprattutto Personaggio con la maiuscola: Simone Scrilatti si muove in Australia con la stessa naturalezza con cui si muove nelle campagne pesaresi dove è nato. Ha lavorato per Brunetti, a Melbourne, e per Stefano de Pieri a Mildura, lasciando un segno indelebile in entrambe le location e, soprattutto, nel cuore dei patron. Abbiamo fatto di lui il nostro ‘centravanti di sfondamento’ certi che anche in Australia nessuno gli avrebbe chiuso la porta in faccia, infatti.
Stefano de Pieri: da 20 anni a Mildura, nello stato del Victoria, è nato a Treviso. Nel 1974 si trasferisce in Australia; si laurea a Melbourne in Scienze Politiche e Italiano, si interessa profondamente a cause sociali e umanitarie che indaga, approfondisce e disseziona nel bisettimanale italiano “Nuovo Paese”, da lui stesso pubblicato. Ricopre importanti incarichi pubblici: segretario del ministro Peter Spyker, consulente di diversi ministri degli Affari Etnici, ma la sua vera passione rimane la cucina. Passione che riesce a coronare dopo le nozze con Donata Carazza ed il trasferimento a Mildura. Nel 1991 segue i lavori di restauro del Grand Hotel di Mildura dove avrebbe di lì a poco aperto il suo ristorante e, nel contempo, si afferma come leader nella preparazione di cibi e bevande. Benché sedotto dalle produzioni locali –soprattutto il vino– Stefano si mostra amareggiato per la mancanza di intraprendenza nel campo della promozione, da parte del suo distretto. Comincia così a sognare un suo libro di memorie culinarie, un viaggio a ritroso nel suo tempo gustativo che lo ha condotto dal Veneto a Mildura.
Il libro diventa presto realtà: “La gondola sul fiume Murray” e, dopo un paio di rifiuti da parte di editori, fu pubblicato dalla divisione editoriale della ABC (Australian Broadcasting Corporation) e addirittura trasposto in una serie televisiva; la prima trasmissione su un canale nazionale di stato che permette al presentatore di esprimersi con accento italiano durante il peak time! Oltre al sogno del libro, si realizza anche l’aspirazione principale di Stefano: il suo ristorante, nelle antiche cantine del Grand Hotel di Mildura (1991) ed i prestigiosi premi ottenuti.
L’autorevole guida gastronomica australiana The Age afferma che se Stefano de Pieri non fosse esistito, Mildura lo avrebbe decisamente dovuto inventare: il suo elegante e storico ristorante rende omaggio sia alla storia della sua regione sia all’eredità culturale che, immigranti come Stefano, hanno valorizzato sino all’eccellenza. Per cinque sere la settimana, avventori locali e ‘pellegrini del gusto’ rendono omaggio al menù fisso a cinque portate che Stefano elabora quotidianamente, secondo ‘i suoi capricci’ e la disponibilità merceologica del mercato. L’intera esperienza offre un servizio professionale impeccabile, una pregevole carta dei vini, cibo fresco di stagione di netta ispirazione nord-italiana ma con influenze di profumi globali. Alcune proposte culinarie: Quenelle di baccalà su polenta, Ravioli ripieni di quaglia selvaggia locale al burro di salvia, Guance di manzo stufate accompagnate da verdure locali che lo stesso Stefano seleziona quotidianamente al mercato degli agricoltori di Sunraysia.
Nel 2005 The Age Good Food Guide affermò che il viaggio nelle stanze sotterranee del Mildura Grand Hotel era divenuto la meta per eccellenza dei pellegrinaggi gastronomici australiani: la magia che scaturiva era il frutto di ammirevoli lavorazioni artigianali che Stefano produceva con una sicurezza definita ‘riverenziale’. Quella magia invade ancora le cantine del Grand Hotel.

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