Archifood è il sintetico ed efficace brand 
di Quid Edizioni che coniuga architettura, 
design, cultura del cibo e tutto il variegato mondo che ruota attorno a quest’ultimo. 


L’incontro magico e complesso che avviene tra uno chef, magari proprietario del locale, e un architetto al quale viene affidato il compito di realizzare il sogno dello chef stesso, e cioè il suo ristorante, è una delle storie che Archifood si propone di raccontare. 


E poi tanti designer, libri e mostre collegati all’enogastronomia, itinerari archi-golosi in Italia e all’estero, fotografie e illustrazioni per veri gourmet dell’estetica! Archifood nasce da una idea creativa di Arianna Mariani. 

Fiorini Silvana - Country roads

 

Country roads


Testo di Arianna Mariani
Foto courtesy Fiorini

Sulle tavole elegantemente apparecchiate dell’azienda agricola Fiorini, così come sui tavoli della loro foresteria agrituristica, un calice di buon vino non manca mai ed i versi dell’Ode al vino di Pablo Neruda: “Amo sulla tavola, quando si conversa, la luce di una bottiglia di intelligente vino” sembrano essere costantemente declamati da Silvana e Carla Fiorini, deus ex machina dell’azienda. Ubicata tra le dolci colline della Val Metauro, con oltre 100 ettari di terra all’interno del comune di Barchi, l’azienda ha la fortuna di giacere a poche miglia dal mare e dai verdi monti appenninici.
Nel 1930 l’avo Luigi Fiorini fondò il concept aziendale e piantò il primo vigneto di quella che oggi è un’importante realtà: 42 ettari di Bianchello, 2 di Sauvignon Blanc, 10 ettari tra Sangiovese, Montepulciano e Cabernet Sauvignon. Accanto a questo patrimonio viticolo, altre due importanti presenze: l’olio, prodotto nei 7 ettari di proprietà e lavorato nel frantoio aziendale e la Foresteria Agrituristica Strada dei Campioli di fresca data.
Dal progenitore Luigi la gestione passò a Valentino Fiorini, a cui va il merito di aver piantato nelle terre giuste i giusti vitigni e di aver passato i tesori di vita e saggezza professionale alla moglie Silvana e alla figlia Carla. Sotto la direzione marketing di Silvana Ridella Fiorini e la conduzione enologica di Carla sono nate otto etichette di vino e un’etichetta di olio che esprimono il genius loci delle loro terre.
Tra i prodotti di punta: il Luigi Fiorini, Colli Pesaresi Sangiovese DOC, un Sangiovese grosso stagionato in botti di rovere francese per 36 mesi e poi affinato in bottiglia per altri 12 almeno, dedicato al padre dei vigneti aziendali; il Tenuta Campioli, un grande Bianchello, strutturato, di lunga maturazione, sapido e caldo, nobile nei suoi equilibri; il Monsavium, un vinsanto ambrato e dolce maturato per anni in caratelli e il Vino Spumante Extradry Fiorini, uno charmat dal lieve perlage proveniente da uve sangiovese e bianchello vinificate in bianco. All’interno della Tenuta Campioli, tra filari di viti e nodosi alberi d’olivo, un’oasi di relax: la foresteria agrituristica. Il casale presso cui ha dimora è il recupero di un rudere dei primi del 900. L’opera di ristrutturazione degli spazi, orientata al mantenimento, al recupero e alla valorizzazione dell’esistente, ha lasciato intatti i vecchi pavimenti in cotto e i soffitti a travi. L’arredamento è in perfetta sintonia con l’importanza della costruzione: solo cinque camere con mobilio e suppellettili antichi di provenienza della stessa famiglia Fiorini. A disposizione degli ospiti un salotto comune dove potersi abbandonare ad una rilassante lettura o degustare un buon bicchiere di vino... La cucina di Strada dei Campioli offre piatti e prodotti gastronomici in funzione della valorizzazione delle produzioni vitivinicole della cantina: il pay off sembra recitare ‘scegli il vino e sarà consigliata la preparazione culinaria o il prodotto in abbinamento.’
Prodotti di stagione biologici, dell’orto della foresteria o di aziende agricole limitrofe sono al centro delle preparazioni di Anna Bazzichi, la chef resident, che propone Cacciagione al Sangiovese Grosso Luigi Fiorini con visciole di Cantiano e verdure grigliate oppure Tacconi di farina di fave, salsiccia, barbecche e tartufo nero di Acqualagna o, ancora, Pasta e ceci marchigiana al profumo di rosmarino, con guanciale del Nerone.

 

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