Archifood è il sintetico ed efficace brand 
di Quid Edizioni che coniuga architettura, 
design, cultura del cibo e tutto il variegato mondo che ruota attorno a quest’ultimo. 


L’incontro magico e complesso che avviene tra uno chef, magari proprietario del locale, e un architetto al quale viene affidato il compito di realizzare il sogno dello chef stesso, e cioè il suo ristorante, è una delle storie che Archifood si propone di raccontare. 


E poi tanti designer, libri e mostre collegati all’enogastronomia, itinerari archi-golosi in Italia e all’estero, fotografie e illustrazioni per veri gourmet dell’estetica! Archifood nasce da una idea creativa di Arianna Mariani. 

Gabucci Dania - Osteria al 26, Questione di numeri

 

Osteria al 26, questione di numeri


Testo di Giacomo Vitali
Foto di Margherita Cenni

Se ci si addentra per gli antichi vicoli del centro di Fano, non lontano dall’enigmatica “dea bendata della Fortuna”, che fiera, sovrasta la fontana di Piazza XX Settembre, al civico 26 di Via Giorgi, (una traversa del Corso principale), non è difficile trovare un’elegante osteria, tanto suggestiva quanto lo storico entourage che la custodisce.
E veramente ci si trova trattenuti da un’interessante questione di numeri, o meglio, di un numero, il 26, reiterato nelle accattivanti ceramiche che si stagliano variopinte, all’ingresso dell’osteria, sulla parete dell’antico palazzo che la ospita. Un’accogliente saletta al piano terra, così come la cucina, divise dalla importante scalinata che conduce al piano interrato del locale, fulcro e prestigio dell’Osteria Al 26, costituiscono gli spazi di questa antica e assieme moderna location a conduzione familiare. In un ambiente totalmente ristrutturato, predominano le prestigiose stanze delle cantine, che, se anticamente assolvevano il ruolo di neviere -per la conservazione dei cibi, specialmente nei mesi estivi- oggi costituiscono le sale da pranzo dell’attuale osteria, mantenendo intatta, grazie alle pareti e alle volte costruite in toto con mattoni a vista, tutta la pregnanza simbolica di quel “glorioso” passato.
Contemporaneamente, un’energia moderna e coinvolgente, fresca come le suppellettili, le luci soffuse, la particolare apparecchiatura dei tavoli, dal perfetto stile lounge metropolitano, i quadri (che il locale ospita nell’esposizione mensile di opere di autori contemporanei), la musica ed il ricercato design, fanno di questa “osteria” un locale atipico, giovane e all’avanguardia.
L’Osteria Al 26 nasce dunque, da un’esigenza profonda e mirata di far quadrare questo duplice sentimento in ogni tratto del suo essere: il menu a base di carne, offre, in questo senso, diverse opzioni di gustosi pasti a prezzo fisso (per tutte le tasche) ed un menu à la carte raffinato, con piatti della tradizione, rivisitati in chiave creativa, che tra l’altro riflette la doppia cultura gastronomica -marchigiana e lombarda- dei titolari.
Tra gli antipasti non può non essere citato, per l’immediata squisitezza palatale, l’Involtino di scamorza affumicata, zucchine e lardo di Colonnata, seguito dal Tripudio di salumi e formaggi al tagliere, orgoglio della miglior produzione italiana. Riguardo ai primi piatti, tutti rigorosamente prodotti in casa secondo le antiche usanze fanesi, spiccano i Cappellacci Al 26, farciti di ricotta, basilico e pinoli, conditi con salsa allo zafferano, verdure di stagione e pecorino nocello. Ma, la vera forza dell’Osteria Al 26 sono i secondi piatti di carne e i dolci, quest’ultimi preparati con passione e abilità da Dania Gabucci, la titolare che, da Brescia, vanta una generazione di qualificata ristorazione. Per la carne, due razze in particolare, l’Angus irlandese e la Scottona marchigiana, decretano il grande successo delle rispettive preparazioni culinarie dello chef.
La cantina, non vastissima, ma alquanto preziosa, custodisce le migliori etichette di vini italiani e francesi, eccellenze enologiche, di cui il patron, Giovanni Savelli va giustamente ben fiero. Sì, diciamocelo allora, ad onor del vero, è solo, in definitiva... questione di numeri!

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