Archifood è il sintetico ed efficace brand 
di Quid Edizioni che coniuga architettura, 
design, cultura del cibo e tutto il variegato mondo che ruota attorno a quest’ultimo. 


L’incontro magico e complesso che avviene tra uno chef, magari proprietario del locale, e un architetto al quale viene affidato il compito di realizzare il sogno dello chef stesso, e cioè il suo ristorante, è una delle storie che Archifood si propone di raccontare. 


E poi tanti designer, libri e mostre collegati all’enogastronomia, itinerari archi-golosi in Italia e all’estero, fotografie e illustrazioni per veri gourmet dell’estetica! Archifood nasce da una idea creativa di Arianna Mariani. 

Gasparotto Orietta - Un cibo che conversa con il luogo

 

Un cibo che conversa con il luogo


Testo di Francesca Guidoni
Foto di Vito Corvasce

Un locale affacciato su uno dei paesaggi più belli della zona tra Pesaro e Gabicce, a picco sul mare e immerso nel verde del Parco San Bartolo. Un punto panoramico, dove nelle giornate di foschia non è possibile riconoscere la linea dell’orizzonte, incontro tra il cielo e il mare. In questo ambiente è collocato il ristorante La capanna del marinaio, riaperto da circa sei anni da Orietta Gasparotto e Ruben Amadori, che hanno scelto questa scenografia come fondale ideale per il loro progetto. Da sempre appassionata di cucina, Orietta si definisce una “chef teatrante”, che ama raccontarsi attraverso i suoi interessi: dalla scultura al disegno, al lavoro su un testo teatrale al piatto. Scultrice, pittrice, ma soprattutto attrice, si dedica alla cucina con lo spirito e la consapevolezza imparati in scena. “La capanna è il risultato dell’arte del piacere, dello sposalizio tra il mare e la terra”.
L’esperienza nel mondo dall’arte teatrale ha lasciato traccia in una cucina sempre diversa, dominata dall’arte dell’improvvisazione: l’esperienza e lo studio fatti negli anni sono il canovaccio su cui improvvisa con gli ingredienti di stagione che si hanno a disposizione. “Il piatto ha un nome, diventa personaggio e parla di sé”. La sua passione per la cucina è legata ai suoi ricordi di bambina e all’amore per i genitori, amanti della buona tavola e ottimi cuochi, che le hanno lasciato memoria di un vissuto culinario legato alle emozioni e all’affetto. Dopo una formazione classica all’Istituto Alberghiero, ogni viaggio, ogni esperienza, ogni conoscenza si sono tramutati in terreno ideale per imparare nuove ricette: “il cibo è esperienza, tradizione e allo stesso tempo piacere”.
Orietta cucina solo pietanze che le hanno trasmesso un’emozione, riproponendole per dare la possibilità di un’esperienza irripetibile. In un ristorante di pesce dove le specialità sono le cotture a vapore e la cucina a crudo, le materie prime sono essenziali: gli ortaggi sono acquistati personalmente, le erbe aromatiche coltivate in loco “con il respiro del luogo”, il pesce è nostrano e la pasta è fatta in casa con sughi espressi, dando vita a un cibo “che parla del posto”.
Energia, delicatezza, intensità, accoglienza e semplicità sono le sensazioni che si percepiscono entrando nel locale e che si concretizzano nell’arredo rustico, nell’ottima musica e nei libri ordinati in una libreria. Una mostra permanente di quadri e sculture è esposta sulle pareti del locale: ritratti e nature morte a tecnica mista e collage con materiali inusuali come le carte dei cioccolatini, descrivono ulteriormente la personalità eclettica e intensa della padrona di casa. Un samurai scolpito nel legno ricavato dalle vecchie botti del nonno è un intimo ex voto, che come ogni cosa che vive intorno ad Orietta, assume un significato speciale.
E un samurai è un guerriero ma diventa anche il padre giovane soldato, un film di Kurosawa o semplicemente il guerriero che rimane sopito dentro ognuno di noi e che si risveglia nei momenti di necessità; ma anche un porta fortuna “costruito per i momenti fragili e tenaci in dono al mio amore”.
In un ambiente famigliare Orietta e Ruben, perfetto accompagnatore dei piatti della chef in sala, accolgono i loro clienti, regalando serate indimenticabili “ideale per chi ama ritagliarsi del tempo speciale, mangiare bene di fronte ad un paesaggio unico che lascia senza parole”.

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