Archifood è il sintetico ed efficace brand 
di Quid Edizioni che coniuga architettura, 
design, cultura del cibo e tutto il variegato mondo che ruota attorno a quest’ultimo. 


L’incontro magico e complesso che avviene tra uno chef, magari proprietario del locale, e un architetto al quale viene affidato il compito di realizzare il sogno dello chef stesso, e cioè il suo ristorante, è una delle storie che Archifood si propone di raccontare. 


E poi tanti designer, libri e mostre collegati all’enogastronomia, itinerari archi-golosi in Italia e all’estero, fotografie e illustrazioni per veri gourmet dell’estetica! Archifood nasce da una idea creativa di Arianna Mariani. 

Gaudenzi Marco - Excelsior

 

Excelsior


Testo di Maria Chiara Ballerini
Foto di Vito Corvasce

L’intero sistema del nuovo Excelsior, primo 5 stelle della città di Pesaro, sembra muoversi al tempo di “andante con grazia”. Interpretando l’accoglienza di lusso come un’eleganza che non si ostenta né si impone sfrontatamente, l’albergo accompagna l’ospite in un percorso esperienziale esclusivo e lo invita ad accomodarsi in ogni singolo spazio come in una seconda casa. Inaugurato nel 1959 e ristrutturato nel 2009, l’Excelsior vanta oggi un’immagine contemporanea in grado di omaggiare la memoria dell’epoca in cui fioriva lo sviluppo turistico della riviera romagnola e uno stile internazionale che esalta l’essenza del territorio locale. La ristrutturazione edilizia porta la firma dall’architetto pesarese Marco Gaudenzi, che nell’opera di riqualificazione ha potuto coniugare al valore affettivo della testimonianza storica la qualità   progettuale, conservando i volumi della struttura originaria e la divisione in elementi funzionali, e improntando il progetto sui criteri dell’eco sostenibilità e del risparmio energetico. Gli adeguamenti tecnici e impiantistici garantiscono alta capacità ricettiva e comfort moderno, assicurando la massima ottimizzazione dei servizi. Dei 9 piani che compongono l’edificio, il corpo basso allungato, che appare oggi come una sagoma dalla sezione curva segnata da sinuose “canne” di bronzo dorato, ospita al piano terra la reception, la hall, il caffè e, su un piano leggermente rialzato, il ristorante con le ampie vetrate sul mare; e al primo piano uno spazio per sette sale riunioni divise da pareti che all’occorrenza possono scomparire trasformandosi in un’unica sala per eventi da 400 mq. Al secondo piano trova spazio il centro benessere, unico nel suo genere anche per la posizione elevata e con vista sul mare, mentre il corpo alto, una “torre” di 7 piani con i fronti leggermente convessi, contiene le camere e le suites, affacciate sul mare tramite logge.
Razionale, lineare e funzionale, nelle strutture come nei rivestimenti in ceramica avorio e vetro bruno della nella facciata d’ingresso e del volume centrale che con una punta sagomata si erge sul complesso, il progetto di Gaudenzi limita al minimo l’aspetto decorativo. Chi pertanto immaginasse l’interno dell’Excelsior come un corrispondente del rigore essenziale e moderno degli esterni, rimarrebbe sorpreso: varcata la soglia, verrebbe guidato in un’esperienza imprevedibile e avvolto da un’atmosfera fuori dal tempo, in un ambiente morbido e caldo dove il “decoro” ha un ruolo determinante. “Entertainment e straniamento” sono i concetti attorno cui ruota il lavoro creativo del designer di arredi e di interni Andrea Fogli, che ha curato la progettazione degli spazi e i dettagli dell’arredamento sulla base di allusioni al periodo in cui era nato l’albergo, sostenute e completate da uno sguardo ai fifties americani, agli Hamptons della costa atlantica e a suggestioni cinematografiche dell’epoca, in un gioco di rimandi che evocano anziché riprodurre.
Ogni ambiente, in cui dominano pavimenti in parquet e arredi nelle tonalità del bianco e del grigio chiaro, è concepito per accogliere gli ospiti con le agiatezze tipiche di una seconda casa di lusso, seppur con discrezione e sostanzialità: la Reception e la Hall, con le piccole dimensioni e le poltrone di forme e tessuti differenti, ricordano un salotto in cui intrattenersi comodamente, invitati dall’angolo Library, dal profumo delle candele e dalla musica di sottofondo; il Caffè, con rivestimenti di piastrelle bianche e imbottiti in cui sprofondare per una colazione senza fretta, si ispira alla New York di Dean & Deluca in un riuscito mix tra America atlantica e Parigi; le camere sono la celebrazione del riposo, da quelle “base” con i mattoncini bianchi che ricordano le residenze degli Hamptons, alle suites con stili diversi,
da richiami d’Africa ad accenni metropolitani, impreziosite da bagni pregiati, alcuni dotati di una “zona umida” dove sentirsi circondati dal mare grazie e giochi di specchi e trasparenze. Il “Lido” porta anche all’esterno lo stile di Fogli che, nell’impossibilità di trasformarla, ha radicalmente ridisegnato la spiaggia: restituendole spazio vitale, arredandola con i temi e i colori dell’albergo e dotandola di servizi supplementari, ne ha fatto un’oasi di estetica e comodità. In questa sceneggiatura guidata da ispirazioni sulla scia di “The Great Gatsby”, il designer spazia deviando su altri binari e, nella scelta dei complementi di arredo in gran parte disegnati personalmente, a mobili che ammiccano agli anni ’50, come tavolini tondi, day bed in pelle, libri d’epoca e dettagli cromati, accosta oggetti provenienti da ogni parte del mondo e richiami all’arte di mare, come i bauli e le maniglie delle cassettiere laccate.
L’origine del clima accogliente che permea ogni angolo dell’Excelsior va cercata nella regia dell’illuminazione. Le ampie vetrate sul mare regalano naturalmente una luce intensa, che un sapiente gioco di veneziane lascia filtrare di volta in volta in giusta quantità, facendo in modo che la luminosità si percepisca senza aggredire, lasciando intravedere il mare e proteggendo dagli sguardi esterni. L’illuminazione ha addirittura un ruolo di primo piano negli spazi del ’59, il ristorante gourmet al quale linee pulite ed essenziali, appena ammorbidite da imbottiti in pelle nei toni del bianco e del grigio, danno un aspetto internazionale assolutamente nuovo per la città. Il ristorante è concepito per essere vissuto la sera, quando le lampade dai cappelli filtrati da una lamina dorata si accendono di una luce caldissima, rendendo l’atmosfera estremamente piacevole e raffinata. La stessa sobria eleganza del design contraddistingue la filosofia gastronomica dell’executive chef Roberto Leonardi. In sinergia con le eccellenze del territorio, Leonardi crea, da una materia prima stagionale e di elevata qualità, piccole architetture in cui convivono passione, ricerca e memoria. I piatti della tradizione locale sono alleggeriti da cotture semplici ed espresse, rivisitati con abbinamenti sorprendenti ma equilibrati, e presentati in una veste contemporanea che diletta gli occhi amplificando il piacere della degustazione.
I dolci dello chef pâtissier Alessandro Masia, autore di tutti prodotti di arte bianca, completano con interessanti abbinamenti, insieme audaci ed evocativi, l’opera di seduzione abilmente condotta dall’Hotel Excelsior.

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