Archifood è il sintetico ed efficace brand 
di Quid Edizioni che coniuga architettura, 
design, cultura del cibo e tutto il variegato mondo che ruota attorno a quest’ultimo. 


L’incontro magico e complesso che avviene tra uno chef, magari proprietario del locale, e un architetto al quale viene affidato il compito di realizzare il sogno dello chef stesso, e cioè il suo ristorante, è una delle storie che Archifood si propone di raccontare. 


E poi tanti designer, libri e mostre collegati all’enogastronomia, itinerari archi-golosi in Italia e all’estero, fotografie e illustrazioni per veri gourmet dell’estetica! Archifood nasce da una idea creativa di Arianna Mariani. 

Giannini Angelo - Frutti del colore

 

Frutti del colore


Testo di Giacomo Vitali
Foto di Federico Galli

Un laboratorio artigianale con sede a Riccione, ripropone “con la passione e la sincerità della Romagna” che da sempre contraddistinguono questa magica terra, dalle surreali atmosfere felliniane - specialità alimentari della tradizione. Un atto di consacrazione alla Romagna, quello che Angelo Giannini e Roberto Berardi, titolari di Luvirie, hanno deciso d’intrattenere con il loro territorio, “un amarcord di sapori che Luvirie racconta dal 2005” dove la storia di queste leccornie s’intreccia con “le sane ricette della cucina delle arzdore, le antiche signore romagnole della casa”, paladine del gusto e delle antiche usanze alimentari.
Ad Angelo Giannini abbiamo cortesemente chiesto di parlarci della sua attività e di illustrarci Luvirie.

Quando nasce l’idea di questo ambizioso progetto gastronomico e soprattutto perché?
A.G.: Questa storia nasce dal fatto che facevo il rappresentante da 21 anni e prima di questa esperienza ero continuamente alla ricerca di specialità gastronomiche in giro per l’Italia. Trascorrevo l’anno a visitare fiere e nuovi posti, in cerca di piccole aziende specializzate - allora non c’erano ancora i supermercati - che offrissero prodotti e specialità locali di particolare pregio.
E visto che in Romagna non si è particolarmente attenti a promuovere i prodotti del territorio e che non esistevano ancora - a nostro avviso - prodotti di qualità che potessero valorizzarla pienamente come avremmo voluto, abbiamo deciso di cimentarci in quest’impresa.

Dunque, è stata l’infinita passione per i prodotti di eccellenza a portarvi ad aprire un vostro laboratorio?
A.G.: Sì , ma anche la fortuna di conoscere persone capaci che hanno influito sulla mia formazione professionale. Mi riferisco alla fine degli anni Ottanta, quando facevo il fiorista e il mio negozio distava pochi passi dall’Hotel des Bains di Riccione. Durante le pause lavoro, puntualmente il personale dell’hotel faceva capolino in un caffè poco distante e, tra uno spuntino e un aperitivo, ho conosciuto tante persone e stretto amicizie con vari ragazzi che lavoravano lì, i “boccetti” d’allora, oggi divenuti importanti nomi del panorama gastronomico italiano. Tra questi, fondamentale è stata la conoscenza della pasticcera dell’Hotel, con cui ho condiviso tanto e anche grazie al suo aiuto, ho deciso d’intraprendere questo nuovo progetto. Trovato lo spazio per il laboratorio, la prima specialità di Luvirie è stata un tipico prodotto romagnolo, “Il fico caramellato”, che ha riscosso subito un successo strepitoso, premiato come “Prodotto innovativo” a TuttoFood 2011.

Con quali accorgimenti vengono preparate le vostre specialità prima di essere commercializzate? E quali di queste costituiscono motivo di vanto della vostra produzione?
A.G.: Il tutto è partito da uno studio di libri sulla cucina tradizionale romagnola e dalla ricerca di ricette tratte da antichi ricettari. Utilizzando solo prodotti tipici della nostra terra, provando e riprovando, grazie soprattutto all’abilità manuale dei miei collaboratori, con il tempo abbiamo sperimentato cose sempre nuove ogni anno. Abbiamo attrezzato il laboratorio con macchinari sempre più efficienti e ci siamo approvvigionati di frutta freschissima, rigorosamente prodotta dai contadini delle nostre campagne. Il “Savor di Romagna” assieme alla “Mostarda romagnola” rappresentano sicuramente specialità molto apprezzate dai nostri clienti; il “Savor” in particolare, nasce dal fatto che un giorno abbiamo deciso di mettere insieme le mele cotogne e qualche altro ingrediente, cinque ricette e un gruppo di esperti, con il risultato che, con nostra grande sorpresa, la ricetta risultata migliore, apparteneva a una nonnina di 72 anni. Anche lo “Scalogno di Romagna”, con la sua impareggiabile croccantezza, il “Sugo di strigoli”, da abbinare con la pasta e la “Luviriata”, di nostra invenzione, ideale per formaggi, nostro fiore all’occhiello e premiata al TuttoFood 2011 come “Prodotto di nicchia”, costituiscono i veri punti di forza di Luvirie.

La multisensorialità di Archifood urge nel focalizzare una specialità in particolare: “Pitture per papille” che col suo nome carismatico, solletica le nostre più archigolose attenzioni. Ci può parlare di questa leccornìa e del suo particolare packaging?
A.G.: Si tratta di un packaging pulito, moderno ed essenziale, che esce dai parametri della tradizione romagnola, dove la frutta viene concepita come un’opera d’arte. Ideata per locali giovani e di tendenza e creata per sorprendere, “Pitture per papille” è un vero piacere per il palato, da gustare anche olfattivamente e visivamente. Si tratta di un contenitore in latta simile a quello utilizzato per le vernici, con all’esterno la foto del frutto; all’interno un foglio in cui è presente una breve ricerca sulle papille gustative, alcuni consigli      nutrizionali e le caratteristiche del frutto. All’interno del contenitore in latta, la specialità è avvolta da un incarto dello stesso colore del frutto su cui è stata spruzzata l’essenza naturale ovvero il profumo del frutto in questione. Una linea di prodotti che comprende le confetture, “pittura per papille”,
le composte, “lucidante per papille”, i frullati da bere, “cera per papille” e gli zuccheri colorati e aromatizzati, “smalto per papille”. Un percorso giocoso/sensoriale da offrire come dono o semplicemente da gustare, per stimolare le papille e i sensi.

 

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