Archifood è il sintetico ed efficace brand 
di Quid Edizioni che coniuga architettura, 
design, cultura del cibo e tutto il variegato mondo che ruota attorno a quest’ultimo. 


L’incontro magico e complesso che avviene tra uno chef, magari proprietario del locale, e un architetto al quale viene affidato il compito di realizzare il sogno dello chef stesso, e cioè il suo ristorante, è una delle storie che Archifood si propone di raccontare. 


E poi tanti designer, libri e mostre collegati all’enogastronomia, itinerari archi-golosi in Italia e all’estero, fotografie e illustrazioni per veri gourmet dell’estetica! Archifood nasce da una idea creativa di Arianna Mariani. 

Grassi Angelo - L'officina verde del riuso

 

L'officina verde del riuso


Testo di Giacomo Vitali
Foto courtesy Culturalia

A tutt’oggi, dopo il grande successo di pubblico e di critica conseguito, non è poi così difficile pensare che un semplice parcheggio cittadino possa trasformarsi in un meraviglioso ed elegante orto-giardino. Non è neppure difficile pensare che nel cuore di Milano, possa nascere e svilupparsi un ‘polmone di cultura naturale’ in cui forme e valori vengono condivisi su grande scala, all’insegna di ‘cose d’altri tempi’ e del loro sostenibile riutilizzo. Ortofabbrica, giunto ormai alla quarta edizione del FuoriSalone, costruito su un affascinante progetto, ideato, realizzato e promosso da Angelo Grassi, all’interno del circuito Tortona Design Week, si caratterizza come spazio qualificato, imperdibile momento creativo e significativo punto di riferimento per il design internazionale.
Nella suggestiva cornice di un cortile chiuso su tre lati, dominato da una fascinosa struttura architettonica centrale, risalente al XIX secolo d’ispirazione preindustriale, Ortofabbrica conferma in toto la rispettiva vocazione ecologica che la contraddistingue da sempre: oasi di benessere, eden della mente dove, lontane dal caos cittadino, innovative progettazioni e suggestive creazioni si fondono con la natura e la bellezza dell’ambiente circostante. L’idea dell’abitare in-natura, nella semplicità di un sentire autentico - secondo il principio fondante della coesistenza, della reciprocità e del non dominio - viene assurta da Ortofabbrica come nuova regola esistenziale, allo scopo di creare un modello condiviso di ecosostenibilità. Non a caso il progetto si sviluppa proprio in questa direzione: ecosostenibilità, stile e recupero prendono corpo attraverso l’ausilio di originali creazioni artistiche. Architettura, design, moda, arte ed enogastronomia divengono, sinergicamente, tratti peculiari e fondanti del progetto stesso. Scopo principale dell’iniziativa è, dunque, quello di valorizzare l’importanza della dimensione umana in una duplice connotazione che, se da un lato prevede il riciclo di materiali destinati al macero (o ‘salvati’ dalla dispersione perlopiù arbitraria dell’uomo nell’ambiente, con grave danno a carico dell’ecosistema), dall’altro si propone la salvaguardia del lavoro artigianale e la valorizzazione di una rinata manualità che, legata al fare e al saper fare un mestiere, si contrapponga alla realtà meccanizzata, depersonalizzante e alienata tipica dell’industria. E, come nelle precedenti edizioni, Angelo Grassi ha selezionato creativi ed artigiani che nel proporre le rispettive specialità, condividono con l’organizzatore la passione per il lavoro, il rispetto dell’ambiente, l’amore per gli antichi mestieri, l’intuizione per l’utilizzo di materiali atti ad essere reinterpretati in nuovi progetti. Oggetti del passato subiscono così, pragmaticamente, nuove e continue trasformazioni, tornando a rianimarsi - grazie al riuso - in forme diverse, acquistando valenze e funzioni che, fino a qualche tempo fa, parevano impensabili. Filosofia del riciclo, rispetto dell’ambiente ed etica del restyling divengono dictat dai quali non è più possibile prescindere perché, come afferma Angelo Grassi “ tante sono le realtà artigianali presenti nel nostro territorio che lavorano in questo senso” affermando che, in questo preciso momento storico, si rende possibile più che mai una nuova coscienza ecosostenibile: «la divulgazione di questo nuovo modello di vita dovrebbe partire dalle scuole, di conseguenza artigianato e industria dovrebbero tornare alla filiera produttiva dei primi del Novecento che un po’ si è persa nell’ultimo ventennio». «Così - prosegue il designer - le opere architettoniche e i materiali che usiamo ogni giorno non possono essere abbandonati. É necessario ridare vita a ciò che ha valore, sia architettonico che culturale che artistico. É compito dell’uomo non lasciare morire tutto ciò che è testimonianza del passato e non lasciare che si perda la memoria storica di ogni oggetto». Testimonianza concreta di questo pensare è Fabbrica, un lavoro di recupero, durato vent’anni, di un cementificio in disuso e trasformato in un  centro polifunzionale dedicato al design, all’artigianato, allo spettacolo, all’arte e al tempo libero. Contenitore poliedrico, Fabbrica, muta con le esigenze di chi ne fa uso, nel pieno rispetto di storia e ambiente. Sono questi, in definitiva, i temi che ‘l’officiante’ di Ortofabbrica propone nella settimana del design, nel costante ‘sforzo filosofale’ di ottimizzare le risorse energetiche, economiche e naturali con lo stretto necessario quotidiano, e, sempre attento ai temi delle energie rinnovabili, con uno sguardo all’Expo 2015, ripercorre in questa edizione, temi sempre più cari all’umanità, come l’acqua e il recupero di una vita più autentica e di una ruralità rinnovata. L’Ortoserra, il Biolago, il Bioloft, gli Ortovasi e tanti altri manufatti dall’alto eco-design firmati Angelo Grassi, rappresentano solo alcuni, emblematici esempi, di un’arte che, facendo propria l’esperienza del passato, eticamente ed esteticamente, si rinnova.

Su