Archifood è il sintetico ed efficace brand 
di Quid Edizioni che coniuga architettura, 
design, cultura del cibo e tutto il variegato mondo che ruota attorno a quest’ultimo. 


L’incontro magico e complesso che avviene tra uno chef, magari proprietario del locale, e un architetto al quale viene affidato il compito di realizzare il sogno dello chef stesso, e cioè il suo ristorante, è una delle storie che Archifood si propone di raccontare. 


E poi tanti designer, libri e mostre collegati all’enogastronomia, itinerari archi-golosi in Italia e all’estero, fotografie e illustrazioni per veri gourmet dell’estetica! Archifood nasce da una idea creativa di Arianna Mariani. 

Iacobucci Agostino - L'Eden sotto i portici

 

L'Eden sotto i portici


Testo di Cristina Principale
Foto courtesy I Portici & Margherita Cenni

“Il lusso non conosce crisi”, nel senso che l’idea di lusso non si perde col trascorrere delle stagioni economiche. Le fasi di transizione si rispecchiano anche sulla cultura architettonica, ma l’ossatura del passato permane col suo fascino anche in rinnovate ambientazioni metropolitane. È il caso di Palazzo Maccaferri a Bologna, nel quale si stratificano storie personali; edificio che per la sua nuova attuale destinazione di Hotel a quattro stelle Lusso accoglie altrettante persone di passaggio. Su via Indipendenza, cerniera che collega la stazione alla celeberrima piazza Maggiore, fu costruito tra il 1896 e il 1899 su progetto dell’architetto Attilio Muggia, che lo concepì nella funzione strategica di raccordo urbano che tuttora mantiene. All’interno si conservano ambienti sorprendenti come la cosiddetta Ex Ghiacciaia cinquecentesca, la cui struttura cunicolare servì come rifugio durante il secondo conflitto mondiale, dove oggi si allestiscono mostre d’arte e che a breve tornerà al suo utilizzo originario di dispensa, come cantina per i vini. Incantevole poi il teatro Eden che fa parte della costruzione Maccaferri sin dalla sua erezione. Fu il primo cafè chantant cittadino, nonché una delle prime edificazioni ad uso civile in cemento armato a Bologna. Nel 2007 la ristrutturazione ha permesso il recupero del boccascena e del palcoscenico, ridando vita a uno spazio nuovamente spettacolare in cui vanno in scena le proposte stagionali del cartellone teatrale e della cucina de I Portici. Dal 2008 a questo nome risponde l’hotel inserito nei circuiti Small Luxury Hotels of the World e STYLE Trendy&Elegant Hotels, diretto egregiamente dal bolognese Riccardo Bacchi Reggiani, e il ristorante gourmet che ha appena ottenuto una stella Michelin con l’executive chef tedesco già stellato Guido Haverkock e il suo staff. Questa combinazione è una perfetta rappresentazione archifood.
Sin dall’apertura l’albergo garantisce un’offerta vivace, gli ambienti sono versatili e predisposti ad accogliere manifestazioni di varia natura, con un comun denominatore di culturalità. La facciata con connotazioni stilistiche di richiamo rinascimentale s’inserisce nel contesto architettonico circostante, spogliandosi poi dei pomposi elementi decorativi all’ingresso nella spaziosa hall, che prende il posto di quello che era il giardino privato dell’antico palazzo patrizio, aprendo a contaminazioni strutturali hi-tech e assicurando un’atmosfera di assoluto comfort. Con il restauro si sono volutamente mantenuti gli affreschi originali di alcune delle ottantasei stanze dell’hotel, nonché i soffitti del Salone delle feste e del teatro Eden, con la volontà di rendere riconoscibile il prezioso recupero storico-artistico. Le otto vetrine sotto i portici lasciano intravedere dall’esterno quanta piacevolezza garantisca il complesso all’interno.
I toni candidi e minimali della reception, come della sala meeting al pianoterra, si riscaldano nella zona ristorazione che vede convivere il lounge bar, che accoglie i clienti dell’albergo come gli ospiti esterni, e la sala ristorante. Questa occupa la platea di quello che fu il teatro Eden Kursaal, donando al pubblico la possibilità di vivere una rinnovata ambientazione Belle Epoque prettamente italiana.
L’illuminazione curata dall’azienda emiliana Viabizzuno, garantisce effetti suggestivi, scanditi e diversificati che si congiungono a pezzi di design d’autore attentamente concertati. Gli elementi architettonici portanti rimessi in luce, scandiscono degli spazi fascinosi; la balconata e il pianoforte a coda, riportano a un tempo passato, arricchito dell’utilità della tecnologia, flettendosi in base alle nuove richieste di comoda essenzialità. Infatti la Suite Imperial de I Portici, con i suoi 160 metri quadrati in preponderante bianco disadorno, costituisce l’esempio della bellezza asciutta della contemporaneità. Oltre all’accoglienza de La Terrazza Bistrot del secondo piano, il ristorante nel teatro offre di per sé uno spettacolo culinario in un clima intimo e pacato, per ascoltare le sensazioni date dalla premiata cucina Haverkock. La scenografia compita dei piatti è in sintonia con l’arredamento, studiato nei particolari per onorare “l’estetica del gusto”. La sinergia del personale di sala, coordinato dal discreto e attento maître Ambrogio Luiselli, è un invito elegante alla piacevolezza; la cortesia impeccabile del sommelier Nicola Cuccato, rende ogni portata un’esperienza a sé stante, a partire dalla selezione di pane e burro francese di inizio pasto.
In cucina i sette collaboratori di Guido Haverkock personalizzano le speciali proposte dei diversi menu, assecondano i gusti di chi cerca sapori tradizionali, come di chi vuole degustare la sperimentazione.
Lo chef apporta variazioni tipiche del retroterra gastronomico-culturale della Westfalia, accattivanti per i palati italiani, destreggiandosi con maestria nei meandri articolati della cucina nostrana. Ventitré anni di esperienza professionale di alta qualità che lo ha visto all’opera con molto successo anche in Italia: è a Bologna da tre anni, dopo gli otto in Toscana, dove gli è stata riconosciuta la prima stella Michelin, e i tre anni e mezzo a Roma nel ristorante pluristellato “La Pergola”. Gli ingredienti mediterranei delle sue ricette si accendono con profumi speziati e colori nuovi. Gli originali primi rispondono alla richiesta di artigianalità; immancabili patate e verdure di stagione si abbinano deliziosamente alle carni, al pescato e ai crostacei in soluzioni rotonde e complete. In perfetta armonia i vini abbinati, selezionati tra più di trecento etichette, per accostamenti che risultano spontanei ma fantasiosi, come di fronte una nuova opera teatrale con il finale aperto.

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