Archifood è il sintetico ed efficace brand 
di Quid Edizioni che coniuga architettura, 
design, cultura del cibo e tutto il variegato mondo che ruota attorno a quest’ultimo. 


L’incontro magico e complesso che avviene tra uno chef, magari proprietario del locale, e un architetto al quale viene affidato il compito di realizzare il sogno dello chef stesso, e cioè il suo ristorante, è una delle storie che Archifood si propone di raccontare. 


E poi tanti designer, libri e mostre collegati all’enogastronomia, itinerari archi-golosi in Italia e all’estero, fotografie e illustrazioni per veri gourmet dell’estetica! Archifood nasce da una idea creativa di Arianna Mariani. 

IKOS Architettura Della Comunicazione - Ballarini e le pentole parlanti

 

Ballarini e le pentole parlanti


Testo di Maria Chiara Ballerini
Foto di Vito Corvasce

“Il futuro della tradizione”, pay off dell’azienda Ballarini, ricorda un ossimoro. La figura retorica accosta due termini apparentemente incompatibili, evidenziando nella contraddizione la potenza e la profondità significativa dei termini, o addirittura rivelando la novità di un concetto, laddove non vi siano parole già coniate che possano efficacemente esprimerlo.
Lo slogan 'a contrasto' esprime la peculiarità del brand Ballarini 1889 e l’indissolubile legame da un lato con la tradizione gastronomica e dall’altro con l’innovazione, non solo tecnologica, ma anche creativa del prodotto. Leader a livello europeo per la quantità di produzione, le tecnologie, l’investimento a favore dell’ambiente e la varietà di modelli proposti, l’azienda domina il mercato di fascia alta degli utensili di cottura antiaderenti, distinguendosi da sempre per il continuo susseguirsi di novità in grado di assecondare l’evolversi della cucina italiana nel settore professionale dell’alta ristorazione come nell’ambito familiare. Diverse per forme, materiali, colori e rivestimenti, le numerosissime serie di strumenti disponibili soddisfano infatti le esigenze di ogni tipo di clientela, dagli ecologisti agli appassionati di design, ai perfezionisti dell’arte culinaria.
Nel perseguire l’obiettivo di porsi come 'moderna interprete della cucina di qualità', la Ballarini non si è affidata soltanto all’eccellenza del prodotto. Consapevole del fatto che la qualità, per poter essere riconosciuta, deve essere adeguatamente comunicata, ha dato vita a un progetto polivalente di brand communication in grado di 'raccontare' il prodotto, farne percepire le caratteristiche, la validità, la bellezza. Anche in questo ambito, l’azienda non ha mai ha esitato a percorrere strade innovative, andando oltre la semplice strategia di pubblicizzazione dei prodotti, promuovendo eventi collaterali e partecipando a iniziative che entrano a pieno titolo nella dimensione culturale, tra cui la collaborazione con ANDID-Associazione Nazionale Dietisti nel progetto commerciale ed educativo “Percorso salute” e la mostra “Una tavola lunga un secolo”, condivisa con Richard Ginori e allestita dagli architetti Anna e Gian Franco Gasparini. Gli stessi architetti hanno curato la progettazione dello stand dell’edizione di gennaio del Macef 2011, allestimento proposto con successo in diverse fiere internazionali.
In base alle indicazioni di Ballarini, che teneva a far percepire con estrema chiarezza le due 'anime' dell’azienda, professionale e domestica, che si rivolgono a persone diverse e prevedono altrettanto diversi percorsi distributivi, i progettisti hanno realizzato un allestimento netto, descrittivo, ai limiti del didascalico, mettendo in atto una strategia comunicativa che si avvicina a una vera e propria narrazione. Il concept alla base del percorso espositivo, irreprensibile e di grande efficacia espressiva, riesce a 'raccontare' il prodotto nelle sue sfaccettature, raggiungendo il risultato atteso di una sua esatta percezione e compresione. Lo stand è composto di due parti nettamente separate. L’allestimento della zona dedicata alla produzione per il settore professionale consiste in un box metallico che i progettisti hanno realizzato con le stesse scaffalature utilizzate per i depositi di Ballarini, dando l’impressione di avere trasportato in mostra un pezzo di magazzino, in cui nulla è nascosto e tutto è in vista, compresa la bulloneria. Se all’interno sono esposti vari articoli delle serie professionali, innumerevoli pentole di un unico modello rivestono la parte esterna del box, creando, in una figura metonimica che usa la parte per il tutto, un effetto di grande impatto visivo, e trasmettendo, con l’iperbolizzazione nella ripetizione della quantità, l’immagine di un’azienda solida, in possesso non soltanto di un ottimo prodotto, ma anche di una capacità industriale in grado di rispondere alle richieste, in termini produttivi e distribuitivi, di un settore molto esigente. “Tutto è in mostra, disponibile e pronto alla consegna - spiega Gian Franco Gasparini - e le parole di un rappresentante risuonano ancora più convincenti in un ambiente letteralmente foderato di pentole che conferma, seppure a livello subliminale, le parole stesse”. Nettamente distinta dall’essenzialità rigorosa del blocco industriale - distinzione rimarcata dalla diversa pavimentazione, là in gomma scura e qui invece in legno - la parte dedicata al settore domestico è costituita da quattro cubi bianchi che ricreano una sorta di piccolo villaggio di casette. Ogni cubo ha due vetrine esterne per lato adibite all’esposizione delle varie linee di prodotti, mentre l’interno è suddiviso in tre spazi, ognuno con una specifica funzione: la cucina attiva con apposite lampade sospese, la reception e l’ufficio privato per incontri e riunioni, chiuso da vetrate.
Nel cubo all’estremità opposta del box professionale, si apre uno spazio con tavolini e divanetti in pelle bianca. La disposizione degli elementi intorno a un albero rafforza la sensazione di trovarsi nella piazza di un piccolo quartiere, dove muoversi a proprio agio tra ambienti nitidi e luminosi. Seppure più morbido e accogliente rispetto al blocco per il professionale, anche nell’allestimento della parte domestica l’arredo è neutro e ridotto al minimo, per non rubare la scena al protagonista-prodotto; persino l’albero, unico elemento estraneo, non distrae dall’argomento al centro dell’attenzione. A completamento del loro racconto comunicativo, Anna e Gian Franco Gasparini hanno associato allo stand il laboratorio “Come si fa”, basato sulla narrazione come elemento di una strategia di vendita, associando all’esposizione dimostrazioni pratiche e presentazione orale di caratteristiche, valore e qualità progettuale dei prodotti. La riposta da parte degli utenti, valutata anche solo in termini di apprezzamento e disponibilità all’acquisto, dimostra che la collaborazione progettuale e creativa tra una grande azienda e una comunicazione competente può dare ad ambienti e oggetti - per quanto belli pur sempre muti - il potere espressivo della parola.

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