Archifood è il sintetico ed efficace brand 
di Quid Edizioni che coniuga architettura, 
design, cultura del cibo e tutto il variegato mondo che ruota attorno a quest’ultimo. 


L’incontro magico e complesso che avviene tra uno chef, magari proprietario del locale, e un architetto al quale viene affidato il compito di realizzare il sogno dello chef stesso, e cioè il suo ristorante, è una delle storie che Archifood si propone di raccontare. 


E poi tanti designer, libri e mostre collegati all’enogastronomia, itinerari archi-golosi in Italia e all’estero, fotografie e illustrazioni per veri gourmet dell’estetica! Archifood nasce da una idea creativa di Arianna Mariani. 

Mentre pronuncia la parola "famiglia", un riflesso di gratitudine attraversa gli occhi di Massimo: perché l'avventura di Pasta Mancini è un ritorno a casa, un cerchio che si chiude. È il 1938 quando nonno Mariano decide, lungimirante, che deve essere un trattore a muovere le sue trebbie. E per anni quelle macchine garantiscono la mietitura alle aziende della zona, dal mare fino agli Appennini. Un primo seme gettato con ottimismo, che papà Giuseppe sa proteggere e mettere a frutto, ampliando negli anni Settanta le dimensioni dell'azienda dagli iniziali 20 ettari sino ai 100 attuali. Se, affondando i piedi nella terra, si guardano le colline che circondano il pastificio, sono i nomi di Giuseppe e Mariano a risuonare nell'aria.

Il sogno di Pasta Mancini germoglia definitivamente negli anni dell'università e Massimo impara ad osservare i valori della filiera cerealicola nel loro complesso: non solo conoscenza diretta del seme di grano e del suo ciclo vitale, ma anche comunicazione e marketing della pasta. L'esperienza di studio, il master, l'impiego presso un pastificio, misti alla fiducia nel futuro ereditata dalla mamma, gli chiariscono dove vuole arrivare: decide che è ora di trasformare in pasta il grano duro di famiglia. È la prima delle scelte importanti che daranno forma al sogno, è la "fase di levata", così come la primavera lo è per il grano. Inizia la selezione delle varietà da seminare, si affinano le tecniche di coltivazione e finalmente si effettuano le prove di produzione in un piccolo pastificio.
Dopo alcuni anni di test e più di settanta da quel lontano 1938, la storia dei Mancini si evolve ancora e il ciclo si completa. È nel cuore dell'azienda che il pastificio viene costruito, in mezzo a quel campo di grano che da settant'anni sembra aspettare il suo arrivo come si aspetta un destino naturale. Nonno Mariano è stato il seme, papà Giuseppe la terra fertile che lo ha accolto e aiutato a crescere e ora Massimo è la spiga giunta a piena maturazione.

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