Archifood è il sintetico ed efficace brand 
di Quid Edizioni che coniuga architettura, 
design, cultura del cibo e tutto il variegato mondo che ruota attorno a quest’ultimo. 


L’incontro magico e complesso che avviene tra uno chef, magari proprietario del locale, e un architetto al quale viene affidato il compito di realizzare il sogno dello chef stesso, e cioè il suo ristorante, è una delle storie che Archifood si propone di raccontare. 


E poi tanti designer, libri e mostre collegati all’enogastronomia, itinerari archi-golosi in Italia e all’estero, fotografie e illustrazioni per veri gourmet dell’estetica! Archifood nasce da una idea creativa di Arianna Mariani. 

Marchetti Lorenzo - Un sogno per due

 

Un sogno per due


Testo di Genni Ceresani
Foto di Margherita Cenni

Sono pochi i viaggiatori che passano lì per caso. A Baciardi ci si va solo di proposito. Nel cuore dell’Appennino marchigiano, arroccato sulle pendici del Monte Nerone a 5 km da Piobbico, si trova la piccola frazione di Baciardi: una trentina di case, una piazzetta, una piccola chiesa e 9 abitanti. È qui che Elisabetta Ugolini e Lorenzo Marchetti hanno scelto di concretizzare il loro sogno: cercavano “semplicemente” un luogo dove vivere, lavorare e crescere i loro tre figli, via dalla pazza folla, come direbbe Thomas Hardy. E così, dopo tanto girovagare, nasce l’ Agriturismo Slowcanda, un rudere integralmente ristrutturato in bioedilizia con materiali di pregio e con calci, malte e stucchi completamente naturali. L ’ intervento di recupero ha lasciato volutamente intatta la struttura in pietra dell’edificio, conservando così i dettagli di un tempo, in perfetta sintonia con l’aspetto del borgo e con le altre abitazioni, quasi tutte interamente costruite, e parzialmente ristrutturate, in pietra calcarea.
Slowcanda è quasi completamente autonoma: pannelli solari, recupero dell’acqua piovana, utilizzo delle biomasse a scopo energetico e, per il momento, solo legna del bosco per riscaldarsi. Le 3 capre, inoltre, offrono formaggio fresco a chilometri zero, pasta e pane in forno a legna rigorosamente con farina locale e una pasta madre di ben 170 anni, le buonissime marmellate e composte di frutta fresca appena colta e un orto sinergico basato sui principi della biodinamica, tutte queste risorse non fanno certo sentire il peso dell’isolamento.
Il menu del ristorante, infatti, preparato con estro e genialità da Lorenzo e dal giovane aiutante Matteo Ugolini, propone una cucina semplice e genuina che attinge dal patrimonio di materie prime locali, rielaborate con apparente semplicità e certosina abilità, dai sapori autentici e dall’aspetto curato e raffinato. Tra i piatti forti, falafel di carote e insalata di cavolo cappuccio con arancia rossa e pinoli come antipasti, passatelli con crema di formaggio e tartufo nero o tortelloni verdi ripieni di zucca gialla e ricotta tra i primi, lingua salmistrata con marmellata di zucca, zenzero e peperoncino guarnita con mostarda di peperoni e tartare di filetto marchigiano accompagnato da cruditè di verdure. Un occhio di riguardo merita la carne proposta, rigorosamente proveniente dagli allevamenti poco distanti del Monte Nerone. E infinite, gli ottimi dolci fatti in casa, tra cui una delicata mousse con composta di pesche e una classica panna cotta arricchita però con le prelibate amarene di Cantiano. Non molto ampia ma ben selezionata è la carta dei vini che propone le eccellenze DOC e DOCG del territorio, tra cui spiccano il Rosso Piceno dell’Azienda Santa Barbara, la Lacrima di Morro d’Alba dell’Azienda Conti di Buscareto e il Sangiovese di Fiorini. Inoltre, da non perdere, l’interessante offerta di birre artigianali, prodotte e imbottigliate a pochissimi chilometri di distanza: Tenute Collesi, Birrificio Pergolese e Amarcord sono infatti tra i produttori più rinomati delle Marche per la produzione di birra artigianale. La filosofia slow e l’arte del riciclo all’insegna del gusto e della creatività che caratterizzano il luogo, fanno del cortile esterno e delle sale interne del ristorante un ambiente accogliente, intimo e decisamente caratteristico. Sembra quasi di vivere un romanzo la cui atmosfera rimanda a un passato comune che riemerge con forza dall’arredamento, rustico ma ricercato, dal sapore antico e rurale ma allo stesso tempo moderno e minimale. La raffinatezza e la cura dei dettagli con cui Betty e Lorenzo accolgono gli ospiti si rivive anche nelle stanze appena inaugurate del bed and breakfast, per ora una matrimoniale e una tripla: i colori, i fiori freschi, il rosmarino sotto la doccia, il profumo effervescente delle lenzuola, quel buon odore di campagna e il canto del gallo con il quale ci si sveglia la mattina, rendono la Slowcanda un luogo unico, dal carattere forte e originale, ideale per prendersi una meritata pausa dalla frenesia del mondo.

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