Archifood è il sintetico ed efficace brand 
di Quid Edizioni che coniuga architettura, 
design, cultura del cibo e tutto il variegato mondo che ruota attorno a quest’ultimo. 


L’incontro magico e complesso che avviene tra uno chef, magari proprietario del locale, e un architetto al quale viene affidato il compito di realizzare il sogno dello chef stesso, e cioè il suo ristorante, è una delle storie che Archifood si propone di raccontare. 


E poi tanti designer, libri e mostre collegati all’enogastronomia, itinerari archi-golosi in Italia e all’estero, fotografie e illustrazioni per veri gourmet dell’estetica! Archifood nasce da una idea creativa di Arianna Mariani. 

Marconi Paolo - Il mare allo specchio

 

Il mare allo specchio


Testo di Maria Chiara Ballerini
Foto di Margherita Cenni

“Paradise. Cucina e vini di Luca e Fabio” Così recita l’insegna del ristorante a Portoverde di Misano Adriatico. Una scelta programmatica per il pay off, che mette in risalto la decisa impronta personale che i due fratelli Ridolfi hanno dato a un locale a pochi passi dalla spiaggia e avvolto dall’azzurro del mare, che hanno acquistato nel 2004 intraprendendo un per- corso autonomo in cui riversare esperienza e passione.
Il sommelier Luca e lo chef Fabio vantano natali illustri. Veri e propri figli d’arte, appartengono a una generazione di ristoratori il cui prestigio ha avuto culmine con il celebre ristorante Lo Scudiero di Pesaro, il migliore della città e punto di riferimento per la cultura gastronomica locale dal 1967 al 2008. Ricerca, tradizione e sperimentazione, nella cucina come nell’enologia, uniti a professionalità ed eccellenza sotto ogni punto di vista sono stati i caratteri distintivi del padre Franco Ridolfi, che ha reso Lo Scudiero precursore della cucina creativa, della proposta di vini biodinamici e di quel gusto dell’estetica nella presentazione del piatto che, pur facendosi apprezzare come gioia per gli occhi, non ruba mai la scena al vero protagonista della degustazione.
Questa cultura di rigore e di originalità è l’eredità che Luca e Fabio hanno posto come base per il loro Paradise e che continuano a coltivare con aggiornamento costante. Fabio ha una formazione giovane e briosa, ricca di esperienze a livello internazionale che gli hanno fruttato la conoscenza di tecniche quali l’affumicatura dei pesci, appresa in Svizzera e nel Nord Europa, e l’uso della piastra alla maniera giapponese. Fin dall’apertura, Paradise si è fatto apprezzare per l’eccellenza della cucina, che ha il suo punto di forza nella qualità degli alimenti e si distingue come vera e propria 'cucina di mercato', contemplando esclusivamente i prodotti disponibili ogni mattina nei mercati di Riccione o Rimini. La freschezza è una regola ferrea per tutti i prodotti, pesce in primis, seguita da quella per il chilometro zero, che prevede un’eccezione limitata persino per il tonno, generalmente pescato nel mare di Sicilia, al quale è preferita quando possibile la nostrana palamita, tonnetto molto più piccolo ma non meno prelibato. Se il menu resta un ineccepibile biglietto da visita, la filosofia di Luca è raccontare al tavolo i piatti del giorno (suggeriti anche dalla lavagnetta con indicazione della pezzatura dei singoli pesci) proposti dallo chef, che si ispira e si sbizzarrisce con ciò che trova ogni giorno, assicurando a se stesso e agli ospiti un gran divertimento all’anima oltre che al palato. Le tecniche di preparazione e cottura sono le più semplici, per non nascondere il prodotto sotto artifici che lo sposterebbero dal centro dell’attenzione. «Capita sempre più spesso che i clienti si lascino consigliare o addirittura si affidino alla nostra scelta» afferma Luca «È una grande soddisfazione sentirsi dire ‘fai tu’ e vedere le persone sempre più soddisfatte e rilassate».
 Al Paradise si viene presi per la gola, ma anche per curiosità. I piatti del giorno citano spesso nomi di pesci che si vedono di rado o che sono soliti sguazzare nel nostro mare addirittura a nostra insaputa. Che sapore avranno? Come saranno presentati? Chissà quando sarà possibile assaggiarli ancora?

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