Archifood è il sintetico ed efficace brand 
di Quid Edizioni che coniuga architettura, 
design, cultura del cibo e tutto il variegato mondo che ruota attorno a quest’ultimo. 


L’incontro magico e complesso che avviene tra uno chef, magari proprietario del locale, e un architetto al quale viene affidato il compito di realizzare il sogno dello chef stesso, e cioè il suo ristorante, è una delle storie che Archifood si propone di raccontare. 


E poi tanti designer, libri e mostre collegati all’enogastronomia, itinerari archi-golosi in Italia e all’estero, fotografie e illustrazioni per veri gourmet dell’estetica! Archifood nasce da una idea creativa di Arianna Mariani. 

Mattaresi Ivan - Il "circolino" vizioso

 

Il "circolino" vizioso


Testo di Arianna Mariani
Foto di Vito Corvasce

Il Circolino del Molo è una lussuosa villa che brilla nella baia di Casteldimezzo, in provincia di Pesaro Urbino, all’interno del parco naturale del Monte San Bartolo. Una sorta di fortino moderno attaccabile o da un’avventurosa strada ricca di stretti tornanti e profumata di macchia mediterranea o dal mare, qualora si abbiano i mezzi per attraccare al piccolo molo "vintage" sulle cui tavole spiccano numeri dipinti rosso lacca. La rada prospiciente incanta per l’acqua trasparente e il tramonto mozzafiato. Arrivando dal mare incontaminato sul piccolo pezzo di costa stretto da pochi metri di scogliera - si nota subito il Beach Club che affianca la veranda del ristorante: semplice ma lussuoso invita all’assedio... Per gli amanti del rischio che arrivano via terra lo spettacolo non è da meno: una piccola barca di legno, probabilmente tender di vecchia data, riposa ai piedi di un’enorme palma di fronte alla struttura, vigilando sulla quiete notturna e soprattutto sul deserto invernale. La parte del sito adibita a ristorante è un vero e proprio taglio di legni e vetri a cui si aggiungono candidi tendaggi nella veranda e ricercati dettagli per la piccola sala interna: un pavimento in malta di resina fintamente shabby, un gigantesco dipinto di ispirazione pollockiana, un enorme cubo di vetro per la refrigerazione dei vini e piccole agavi spontanee che irrompono dalle travi di legno del soffitto. Da qualche tempo incontro ai clienti del Circolino va Giovanni Cenni, poliedrico patron: architetto, gallerista d’arte, esperto di moda e personaggio di spicco nella riviera romagnola, in quanto fondatore di uno dei locali che hanno scritto la storia della Riccione nottambula e fashion victim, il Makkaroni. Difficile credere che il Circolino non l’abbia disegnato lui: la sua passione per le declinazioni del minimalismo di John Pawson avrebbe trovato la perfetta realizzazione di forme nella struttura che ora gestisce. Giovanni sceglie i piatti, gli abiti del personale, la mise en place dei tavoli, la comunicazione del locale e a volte la bottiglia giusta per i clienti che glielo chiedono: “A New York dove ho vissuto un anno, ho conosciuto il grande Cipriani, quello dell’Harry’s Bar. Mi ha detto: ’Se servire ti pesa non puoi fare questo lavoro’. Per me servire è un dono. Sarà per questo che sono tornato dietro a un banco”.
La cucina del Circolino è prevalentemente di mare e rifugge da contaminazioni etniche o internazionali; tuttalpiù si potrebbe trovare un po’ di bottarga di muggine di Cabras, per via delle origini sarde dello chef Michele Zedda, ex allievo di Riccardo Agostini che svolge tuttora la funzione di consulente per il Circolino. Giovanni Cenni consiglia vivamente gli spaghetti con le sarde, il pane fritto e i pomodorini: la sua passione e sicuramente la sua futura "Madeleine".

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