Archifood è il sintetico ed efficace brand 
di Quid Edizioni che coniuga architettura, 
design, cultura del cibo e tutto il variegato mondo che ruota attorno a quest’ultimo. 


L’incontro magico e complesso che avviene tra uno chef, magari proprietario del locale, e un architetto al quale viene affidato il compito di realizzare il sogno dello chef stesso, e cioè il suo ristorante, è una delle storie che Archifood si propone di raccontare. 


E poi tanti designer, libri e mostre collegati all’enogastronomia, itinerari archi-golosi in Italia e all’estero, fotografie e illustrazioni per veri gourmet dell’estetica! Archifood nasce da una idea creativa di Arianna Mariani. 

Menichetti Andrea - Tu vuò fa l'americano

 

Tu vuò fa l'americano


Testo di Arianna Mariani
Foto courtesy Studio AM + A architetti

Vino & Olio è l’ultima declinazione del rinascimento gastronomico in atto nel Distretto del Design a Miami. Lo chef patron Andrea Menichetti è sicuro di poter deliziare i più esigenti palati con la sua cucina Toscana rustica, rivisitata con sofisticata creatività. Figlio d’arte: sua madre è la chef Valeria Piccini (due stelle Michelin) e suo padre, Maurizio, sommelier e produttore di vini;  i suoi genitori sono anche i fondatori di Da Caino, rinomato ristorante a Montemerano di Manciano (GR), dove Andrea ha lavorato in passato. Nel curriculum c’è anche un’importante esperienza nelle cucine del San Pietro di Positano, hotel 5 stelle lusso sulla Costiera Amalfitana della catena Relais&Châteaux.
«Nessuno ha mai portato un’autentica cucina Toscana in questo paese” spiega Andrea, facendo riferimento alla Florida. «L’autenticità si riscontra nella semplicità, nella genuinità, nei sapori puri e ciò non significa solo insalate o prodotti da forno». Molti degli ingredienti utilizzati al Vino & Olio - pecorino, olio di oliva, agnello - vengono dalla fattoria italiana di famiglia o dalla loro regione d’origine: la Maremma.  
Il menù si apre con l’affermazione Life is too short not to eat well (la vita è troppo corta per non mangiar bene!), curiosa ouverture per una carta dagli intramontabili classici italiani: carpaccio di salmone, finocchi, arance e olive taggiasche; animelle di vitella rosolate con asparagi; parmigiana di melanzane e bufala; crema di ceci al rosmarino con code di gamberi e capesante tra gli antipasti; linguine con pomodori ciliegino, capperi siciliani e calamari; risotto alla pescatora; gnudi di ricotta e spinaci al burro e salvia – alcuni dei primi; branzino all’acquapazza, polipo con schiacciata di patate e fagiolini, maialino da latte con passata di piselli e funghi di stagione alcune delle seconde portate. I gelati artigianali, i cannoli ripieni e i passiti di Pantelleria chiudono l’elogio della tradizione italiana a tavola.
Sviluppi provocatori, rispetto alla tradizione, si estendono invece al di là del cibo: tavoli di legno scuro, pavimento in cemento, muri neri e 220 posti a sedere non sono sicuramente sintomatici di una casa colonica toscana!
Progettato dall’affermato architetto italiano Alessandro Moccia, il ristorante Vino & Olio, 1700 metri quadrati di superficie, è caratterizzato da sinuose pareti in legno biondo su cui sono fissate enormi rastrelliere portabottiglie dai toni scuri e pannelli in vetro retro-illuminati che irradiano il calore delle tinte primarie in tutto il locale, rendendolo assolutamente appropriato al distretto in cui è ubicato (Miami Design District).   
Il fiore all’occhiello del progetto d’interior è lo Chef’s Table - l’unico tavolo avvolto da  un guscio di vetro che permette di osservare la magia della cucina al lavoro, pur mantenendo un senso di privacy. L’ampiezza sorprendente dell’area bar e la postazione DJ, rendono Vino & Olio più simile ad uno ‘stiloso’ nightclub che a un ristorante.
Gli stessi decori sono club-oriented: per non dimenticare di essere a Miami, una gigantografia di un capezzolo femminile con piercing orna l’accesso alle toilette.  
Un patio con una vasta area lounge conduce nella zona all’aperto di Vino & Olio, quella che gli americani chiamano al fresco: una sbalorditiva terrazza scoperta, parte anch’essa del progetto di design di Alessandro Moccia che ha destato non poco interesse durante l’edizione 2010 di Miami Art Basel.  
Il ristorante è aperto sette giorni su sette dalle 17 alle 2. Have fun!

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