Archifood è il sintetico ed efficace brand 
di Quid Edizioni che coniuga architettura, 
design, cultura del cibo e tutto il variegato mondo che ruota attorno a quest’ultimo. 


L’incontro magico e complesso che avviene tra uno chef, magari proprietario del locale, e un architetto al quale viene affidato il compito di realizzare il sogno dello chef stesso, e cioè il suo ristorante, è una delle storie che Archifood si propone di raccontare. 


E poi tanti designer, libri e mostre collegati all’enogastronomia, itinerari archi-golosi in Italia e all’estero, fotografie e illustrazioni per veri gourmet dell’estetica! Archifood nasce da una idea creativa di Arianna Mariani. 


Massimo Pagani è uno di quelli che non voleva fare il cuoco perché non amava mangiare le verdure… ma poi… nel 1996 per la stagione estiva entra come aiuto di sala presso l’Hotel Exclusive Waldorf a Milano Marittima e al termine della stagione è diventato Maître.    
Lavora inoltre presso la Locanda Savonarola sotto la supervisione del  grande  Chef   Bruno Barbieri dove rimane un anno e   grazie   allo   Chef   impara   ad   apprezzare   l’arte   della   cucina.    
La passione per la cucina iniziava ad avanzare…così decide di andare a pelare “cipolle” al Boccaccio di Berlino.    
Nel 2000 inizia a insegnare presso l’Istituto O.Vergani di Ferrara   dove   tutt’oggi  è  ancora  insegnante di “Tecniche  di  sala bar”. La passione per la cucina  che   ormai   lo   caratterizza lo ha  portato oggi  ad  avere  una  propria  azienda  “MADE    IN    EATALY”   la   quale  crea  eventi   legati all’arte  gastronomica  anche con  l’aiuto e  la   collaborazione   dell’Associazione CHEF  TO  CHEF.  Nel 2012 MADE IN EATALY  decide  di  far  proprie   le   conoscenze acquisite e  coglie  l’occasione   di   gestire   la   ristorazione presso  il   Country   Club di  Fossadalbero,   dove,   ad   oggi,   può   mettere   alla   luce   tutte   quelle   che  sono  le  caratteristiche   e   la   cultura  di  Massimo   Pagano   nell’arte  culinaria.   L’espressione della Mediterraneità, dove  il  pesce  è  prediletto e dove le primizie sono   all’ordine  del   giorno sono l’immagine della sua cultura, la stessa   che   lo  porta   ad   avere  nella   sua   cucina   sempre e  solo   prodotti fatti   con   l’amore   della  mani,   pane,  pasta  e  grissini  come    prodotti   quotidiani. I suoi piatti sono nella  loro  leggerezza  caratterizzati  da poco   aglio,  poca  cipolla  e  molto basilico, per  dare anche  all’olfatto   il  giusto  merito e  per  dare al gusto   l’espressione   corretta   della   passione  culinaria.    
...Uno  non    può    pensare    bene,    amare    bene,    dormire    bene,    se    non    ha    mangiato   bene…

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