Archifood è il sintetico ed efficace brand 
di Quid Edizioni che coniuga architettura, 
design, cultura del cibo e tutto il variegato mondo che ruota attorno a quest’ultimo. 


L’incontro magico e complesso che avviene tra uno chef, magari proprietario del locale, e un architetto al quale viene affidato il compito di realizzare il sogno dello chef stesso, e cioè il suo ristorante, è una delle storie che Archifood si propone di raccontare. 


E poi tanti designer, libri e mostre collegati all’enogastronomia, itinerari archi-golosi in Italia e all’estero, fotografie e illustrazioni per veri gourmet dell’estetica! Archifood nasce da una idea creativa di Arianna Mariani. 

Parini Pier Giorgio - Memorie e ricette di un povero diavolo

 

Memorie e ricette di un povero diavolo


Testo di Pietro Fratta
Foto di Vito Corvasce


L’Osteria del Povero Diavolo ha un’identità stratificata, raccolta nell’arco di un secolo, che le ha riservato una presenza importante nella tradizione della ristorazione romagnola. Il suo nome è stato tramandato per vie imprevedibili fino agli attuali proprietari, la famiglia Fratti, che ha voluto far tesoro di una cultura fiorita nel territorio, una cultura del cibo e dell’accoglienza. Il progetto nasce omaggiando un’omonima osteria in attività nei primi del Novecento: la struttura, un’antica casa del Settecento a Torriana di Rimini, è stata ristrutturata e infine ampliata nel 2004 con l’inserimento di una veranda, in cui è stata collocata una delle due sale da pranzo. Il locale è un luogo esclusivo di sogni privati ripiantati nella terra natale. Per concretizzare il valore dell’iniziativa, la cucina diviene punto fondamentale di approccio con la tradizione. Il cibo rappresenta una storia di ricette e memorie: il narratore Pier Giorgio Parini, giovanissimo chef classe ‘77, dopo varie esperienze ha infine delineato nell’Osteria una cucina personale, originata da vecchie tradizioni e idee nuove e personali. Per la preparazione dei piatti è ricercatore indefesso di produttori, artigiani, contadini e allevatori del luogo che garantiscano e tutelino la qualità di ogni ingrediente. Nella sua attività, nell’affermazione del genuino, si diverte e vuole fare divertire, e all’elaborazione della materia prima aggiunge uno studio appassionato delle erbe, lo studio di un vero botanico che offre un ingrediente sorprendente alle proprie ricette: dal piccione con fichi, erbe amare e senape, al riso capperi e miele. Una cucina per tutti e tuttavia moderna, presentata in un contesto conviviale: una struttura architettonica pulita, ideata dall’architetto Gabriele Fratti, aperta all’esterno con finestre che ripartiscono tutta la parete curva che dà al cortile, e linee morbide come per la copertura a lucernario in legno sbiancato e la vista su un angolo colmo di verde e fiori. Inoltre la sala osteria, il laboratorio per la preparazione della pasta, le nicchie dove si stagionano i salumi. Vini e libri riposti vicino ai clienti, oggetti dal sapore antico, in un gioco di lieve alternanza al bianco predominante dell’ambiente, arricchito dalle opere d’arte di Marco Neri, pittore trapiantato a Torriana dove vive e lavora, ma che ha esposto i suoi lavori anche alla Biennale 2002 e a New York, nel 2006.
L’Osteria vuole offrire un momento sospeso a chi lo visita: di convivialità, tranquillità, per un momento sereno e la riscoperta di sapori familiari, appetitosi e al tempo stesso nuovi.

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