Archifood è il sintetico ed efficace brand 
di Quid Edizioni che coniuga architettura, 
design, cultura del cibo e tutto il variegato mondo che ruota attorno a quest’ultimo. 


L’incontro magico e complesso che avviene tra uno chef, magari proprietario del locale, e un architetto al quale viene affidato il compito di realizzare il sogno dello chef stesso, e cioè il suo ristorante, è una delle storie che Archifood si propone di raccontare. 


E poi tanti designer, libri e mostre collegati all’enogastronomia, itinerari archi-golosi in Italia e all’estero, fotografie e illustrazioni per veri gourmet dell’estetica! Archifood nasce da una idea creativa di Arianna Mariani. 

Piccione Davide - Sapori e ricordi del Novecento

 

Sapori e ricordi del Novecento


Testo di Pietro Fratta
Foto di Vito Corvasce

“Rimini” diceva Federico Fellini, “è una parola fatta di aste, di soldatini in fila. Un pastrocchio confuso, pauroso, tenero, con questo grande respiro, questo vuoto aperto al mare.”
I ricordi del grande regista riescono a ritrarre luoghi e abitudini ancora attuali fra i suoi concittadini. Il ristorante Novecento, collocato a pochi metri dal mare, è uno di questi riferimenti storici. Un locale che Fellini frequentava abitualmente, inserito in un contesto architettonico di ispirazione razionalista che necessitava, tuttavia, di rinnovarsi per i tempi odierni, preservando il proprio carattere ospitale pur vestendosi di eleganza. La ristrutturazione, attuata nel 2007, è stata coordinata dall’architetto Massimo Morandi in collaborazione con l’ingegnere Paolo Sanmarini.
Il servizio del locale è stato reso ancor più efficiente rispettando anzitutto le idee ed esigenze di Lino e Piero Piccirilli, da 18 anni gestori del locale e promotori della sua memoria. I tempi sono più frenetici, il pastrocchio riminese è accentuato, i respiri spezzati; ma il Novecento si dimostra un ritrovo che, seppur ammodernato, respira l’aria del mare poco distante, specie in estate, aprendosi alla piazzetta esterna. Nella sua ricerca architettonica, Morandi ha risaltato una preziosità storica fissandola nella contemporaneità. Il legno è il materiale che contraddistingue il progetto: una boiserie di rovere mogano ricopre per intero il perimetro della sala che separa nettamente gli spazi di lavoro e riscontra un ottimo isolamento termico e acustico. La curvatura del controsoffitto, con travatura sempre in mogano, ricrea un particolare effetto scenografico. La copertura è caratterizzata da un arco continuo che ingloba sia l’area interna che esterna del ristorante. I pannelli acustici in lamiera microforata sono trattati con verniciatura a base di lana di vetro e suddivisi da sottili diffusori di aria che preservano l’uniformità della controsoffittatura. L’illuminazione è soffusa grazie ai pendenti Poulsen. Infine la cucina:  attrezzatissima, ampia, moderna. Dopotutto uno dei tratti distintivi del locale è l’offerta del suo menù. Il mare Adriatico porta aria frizzante, nostalgia, sapori dalle infinite sfumature: lo chef Davide Piccione, da dieci anni alle cucine, ne raccoglie ed elabora i frutti. Predilige la semplicità dei piatti, mai troppo elaborati, i cui singoli ingredienti si apprezzino. Tutto si prepara al momento, le paste sempre fresche. La cucina resta un’arte, declinata alla storia di un Novecento che vive di ricordi e sapori riconoscibili. Una concretezza che i suoi piatti dimostrano: i “Tagliolini ‘900” con gamberetti, vongole, pendolini e fumetto di pesce, o con quenelle di patate aromatizzate all’arancio, pomodoro e olive nere. Tutto servito su tovagliati bianchi accostati a un arredamento elegante e comodo. L’atmosfera gentile del locale è valorizzata dai ricordi che porta con sé: il Novecento continua a raccogliere, come Fellini ricordava, “cadenze, dolcezze infinite, che forse vengono dal mare.”

Su