Archifood è il sintetico ed efficace brand 
di Quid Edizioni che coniuga architettura, 
design, cultura del cibo e tutto il variegato mondo che ruota attorno a quest’ultimo. 


L’incontro magico e complesso che avviene tra uno chef, magari proprietario del locale, e un architetto al quale viene affidato il compito di realizzare il sogno dello chef stesso, e cioè il suo ristorante, è una delle storie che Archifood si propone di raccontare. 


E poi tanti designer, libri e mostre collegati all’enogastronomia, itinerari archi-golosi in Italia e all’estero, fotografie e illustrazioni per veri gourmet dell’estetica! Archifood nasce da una idea creativa di Arianna Mariani. 

Poggi Massimiliano - Via "Al cambio" della cucina bolognese

 

Via "Al cambio" della cucina bolognese


Testo di Cristina Principale
Foto di Vito Corvasce

Quando ci si allontana dal denso centro città verso la periferia più verde e malinconica, si lasciano botteghe e ambienti contenuti per incontrare spazi ampi e fluidi, spesso impersonali. A Bologna, percorrendo la fredda via Stalingrado verso la Fiera, in qualche centinaio di metri ci si lascia indietro l’atmosfera diffusa dei portici. Ma al civico 150, a poca distanza dal Parco Nord, si riassapora d’un tratto un concentrato dello spirito felsineo nel ristorante Al Cambio. L’altezza imponente del vicino Palazzo dei Congressi si riduce in una palazzina bassa e accogliente; l’insegna è sobria ed entrando si scorge il calore della cucina emiliana. In passato, come dice il suo stesso nome, era un locale di posta, una locanda in cui si rifocillavano cavalli e cavalieri di passaggio. Dal 1991 la gestione dello chef Massimiliano Poggi lo ha reso un punto d’incontro elegante per coloro che cercano piatti autoctoni di grande qualità, anche lontano dalle Torri. Dal 2005, all’interno, le pareti color mattone dialogano con angoli in bianco madreperla e mobili in vero legno noce, ricreando la coreografia delle facciate e dei tetti 'rosso Bologna' che contraddistinguono l’architettura cittadina; così per i tessuti e gli elementi d’arredamento in pendant. L’illuminazione a parete è morbida e soffusa, sottolinea l’importanza della linearità dei volumi, garantendo una sensazione di garbo e discrezione. Poggi ha voluto una schermatura in legno per l’office all’ingresso della sala e una parete aggiuntiva bianca che disegnando una curva nasconde e protegge l’ingresso della cucina, e sulla quale si stagliano delle vetrine illuminate a led per i vini di pregio. Il contesto appare comodo e favorevole ad ospitare volutamente pochi clienti alla volta, a cui viene garantita un’interessante e dinamica proposta enogastronomica. Quella dello chef è 'la riscossa del cuoco bolognese' sul territorio; per anni è stato l’unico tra i migliori ristoratori della città, ad esserci nato. E infatti il suo marchio distintivo di qualità-prezzo si basa sui sapori riconoscibili della tradizione a cui applica trovate innovative e succulente. Tra le pagine del menu si trova la ricetta originale dei blasonati tortellini in brodo. Nel 1999 ne ha rivisitato il gusto in un’insolita versione mare, creando un piatto ancora oggi richiestissimo. La sua creatività si declina dal ripieno morbido della pasta fresca alle composizioni colorate dei piatti, in combinazioni organolettiche che si ispirano saldamente anche alla cucina siciliana. La degustazione di carne e pesce, si accompagna a dolci dai profumi ricercati.

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