Archifood è il sintetico ed efficace brand 
di Quid Edizioni che coniuga architettura, 
design, cultura del cibo e tutto il variegato mondo che ruota attorno a quest’ultimo. 


L’incontro magico e complesso che avviene tra uno chef, magari proprietario del locale, e un architetto al quale viene affidato il compito di realizzare il sogno dello chef stesso, e cioè il suo ristorante, è una delle storie che Archifood si propone di raccontare. 


E poi tanti designer, libri e mostre collegati all’enogastronomia, itinerari archi-golosi in Italia e all’estero, fotografie e illustrazioni per veri gourmet dell’estetica! Archifood nasce da una idea creativa di Arianna Mariani. 

Anche se nella mia vita avevo fatto altri lavori ed ero vissuto prima in paese poi in città, mi sono sempre sentito attratto dalla campagna, forse perché la mia famiglia, come tante, aveva origini contadine, forse perché da bambino mi portavano spesso dagli zii che ancora vivevano sul podere.
Perciò ero interessato a trovare una casa in campagna. Bisogna sapere che il Metauro nei pressi di Urbania per un buon tratto scorre ad un livello più basso di 15/20 metri rispetto al piano di campagna e che laggiù in fondo c'è da tempo immemorabile questa costruzione, il Mulino della Ricavata che io avevo intravisto qualche volta da lontano. Mi dissero “guarda, quella casa è in vendita, è un bella casa, vai a vederla” La mia reazione immediata fu negativa; non mi preoccupava tanto il fatto che fosse una costruzione isolata, in campagna è normale, né pensai al rischio di esondazione del Metauro, poi scoprii che in passato era già avvenuto e anche parecchie volte; temevo di più la mancanza di luce, di sole, in quel posto così in basso e circondato dalle colline. Dissi “no, laggiù in quel buco.. in fondo a quel burrone....” “ ma scusa, andare a vedere non ti costa mica niente” fu la risposta; ed era vero, non costava nulla andare a vedere da vicino, e forse chi mi stava dicendo queste cose aveva già subìto il fascino del luogo. Andai a vedere il posto e tutti i dubbi sparirono , come per incanto. Nonostante il fatto che il luogo fosse semi abbandonato e metà della costruzione fosse quasi in rovina, si capiva che era un posto molto ben soleggiato dall'alba al tramonto, con il fiume che scorre a 40 metri dal muro di casa e guardandosi intorno le uniche costruzioni che si vedono sono il Barco Ducale ed il Convento dei Cappuccini, due costruzioni che, come il Mulino, sono lì da diverse centinaia di anni, un luogo senza tempo, anzi, un luogo dove sembra che il tempo non passa. Se non fosse per i cavi della corrente elettrica e del telefono in cima ai pali, e per le antenne della televisione sul tetto, potresti anche immaginare di essere nel quattrocento o nel cinquecento, non è cambiato nulla.
Da lì iniziò l'avventura, 'iniziò a cambiare la vita mia e della mia famiglia. Ci fu subito da coltivare il terreno, e intanto da iniziare a restaurare tutto l'immobile, con la cura e l'attenzione necessarie per rispettare e mantenere le caratteristiche che l'edificio aveva acquisito durante la sua storia plurisecolare, ma questa è stata la mia più grande soddisfazione perché mi ha permesso di dare sfogo alla mia passione per la lavorazione del legno ed il restauro, passione che mi è rimasta addosso da quando facevo il falegname. Poi aprimmo l'agriturismo, e ci fu anche da dare una mano nella gestione, ma l'impegno nella manutenzione e nel miglioramento continuo dell'immobile e del suo arredamento è rimasta una costante del lavoro quotidiano. E' stata dura, ma è anche stata, ed è ancora, la fonte di tante soddisfazioni.

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