Archifood è il sintetico ed efficace brand 
di Quid Edizioni che coniuga architettura, 
design, cultura del cibo e tutto il variegato mondo che ruota attorno a quest’ultimo. 


L’incontro magico e complesso che avviene tra uno chef, magari proprietario del locale, e un architetto al quale viene affidato il compito di realizzare il sogno dello chef stesso, e cioè il suo ristorante, è una delle storie che Archifood si propone di raccontare. 


E poi tanti designer, libri e mostre collegati all’enogastronomia, itinerari archi-golosi in Italia e all’estero, fotografie e illustrazioni per veri gourmet dell’estetica! Archifood nasce da una idea creativa di Arianna Mariani. 

Roscioli Alessandro - Lussuoso rimessaggio di generi ghiotti

 

Lussuoso rimessaggio di generi ghiotti


Testo di Arianna Mariani
Foto di Vito Corvasce

Roscioli: un nome che nella storia della ristorazione romana è passato dall’essere una semplice insegna ad un vero e proprio blasone.
Questa antica salumeria-panificio sorge sulle vestigia del teatro Gneo Pompeo Magno, i cui resti sono ancora ben visibili nelle cantine recentemente ristrutturate, in un palazzo della metà del Settecento. Poco distante, la piazza di Campo de’ Fiori costituisce la cornice ideale.
Il forno di via dei Chiavari, attività primaria di una famiglia che da quattro generazioni vi si dedica, è uno dei più antichi in funzione: almeno dal 17 agosto 1824, data di una censita vaticana in cui viene citato.
L’attività è gestita da Alessandro e Pierluigi Roscioli, che continuano il lavoro dei loro genitori con passione e ricerca. Alessandro, esperto di formaggi, salumi, oli, segue una sua linea di affinamento di prodotti caseari e conosce a menadito vini italiani e francesi. Pierluigi è docente di panificazione professionale alla scuola di cucina “A tavola con lo chef” e si occupa della produzione e dei rapporti con i clienti.
Tanta esperienza e tanta tradizione non poteva restare confinata nel “forno” che ha viziato generazioni di romani con la più buona pizza bianca della Capitale. Quindi, è approdata anche sulle tavole imbandite della salumeria- ristorante (in via dei Giubbonari, a due passi dal forno) che rende ancor più lucente il blasone...
Una salumeria di lusso con uso cucina che funziona normalmente come negozio durante il giorno per poi trasformarsi all’ora di pranzo, a cena e anche dopo.
La sterminata offerta di uno fra i banconi di salsamenteria più forniti d’Italia è a disposizione di chi vuole anche solo un assaggio di prosciutti e eccellenze norcine, 450 varietà di formaggi dal mondo e conserve di qualità eccezionale. Dopo aver tentato l’ospite con i mille effluvi provenienti dai banconi, la Salumeria Roscioli offre la possibiltà - sul retro - di fermarsi in un moderno locale  dove gustare specialità gourmet comodamente seduti tra appetitose mostarde e un’incredibile selezione di vini.
Ambiente essenziale in cui predomina il grigio, caratterizzato da mattoncini in stile newyorkese. Alla lunga e stretta sala al piano superiore, si aggiunge una sala nelle fondamenta dell’edificio. Il jazz in sottofondo accompagna la degustazione di piatti che qui raggiungono l’eccellenza: la Carbonara con le uova di Parisi, guanciale Spigaroli e pepe nero di Sarawak è ricca di un condimento ‘setoso’ che lega sublimamente con gli spaghettoni di Gragnano. Grandi piatti classici sempre in carta, carni di razza piemontese e chianina all’altezza delle aspettative, e...annotazione particolare: il pesce arriva solo la sera dopo la fine dell’asta di Anzio o di Civitavecchia e si preferisce servirlo crudo con oli selezionati! Il punto è che si viene a mangiare in questo luogo non tanto per l’atmosfera o per lo chef, quanto per i prodotti usati che sono insuperabili e che, volendo, sono in buona parte acquistabili al banco. Insomma un vero paradiso per gourmet. Il tutto annaffiato dai vini di una lista sterminata che contiene rarità assolute, come i Borgogna di Rousseau e di Trapet, eccezionali Champagne artigianali, così come bottiglie alla portata di tutti e dall’ottimo rapporto qualità/prezzo.
Si compra, si mangia, si prende l’aperitivo tra scaffali straripanti di ogni ben di Dio: è l’Eldorado!

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