Archifood è il sintetico ed efficace brand 
di Quid Edizioni che coniuga architettura, 
design, cultura del cibo e tutto il variegato mondo che ruota attorno a quest’ultimo. 


L’incontro magico e complesso che avviene tra uno chef, magari proprietario del locale, e un architetto al quale viene affidato il compito di realizzare il sogno dello chef stesso, e cioè il suo ristorante, è una delle storie che Archifood si propone di raccontare. 


E poi tanti designer, libri e mostre collegati all’enogastronomia, itinerari archi-golosi in Italia e all’estero, fotografie e illustrazioni per veri gourmet dell’estetica! Archifood nasce da una idea creativa di Arianna Mariani. 

Senderens Alain - Senderens

 

Senderens


Testo di Arianna Mariani
Foto courtesy Les Ateliers Apicius

Si può entrare al ristorante Senderens con due diversi atteggiamenti: o con la consapevolezza di varcare la soglia di un santuario dell’alta cucina o con la certezza di visitare un tempio dell’art nouveau. In entrambi i casi le aspettative non vengono deluse perché Senderens è, allo stesso tempo, uno dei migliori ristoranti di Francia e uno dei locali più eleganti per l’estetica degli inizi del 1900, tanto da essere stato dichiarato monumento nazionale nel 1987.
Il nome del ristorante è dovuto allo chef patron, Alain Senderens, che lo sostituì al precedente Lucas Carton, nel 2005. Lo stesso Alain Senderens esordì nell’ambito dell’alta gastronomia con l’Archestrate dove edificò la sua reputazione di chef stellato (tre stelle Michelin) che portò avanti per ben 28 anni, compresi quelli del Lucas Carton. Nel 2005 la decisione che agli occhi estranei sembrò un colpo di testa: abbandonare lo status di chef stellato, liberarsi dal vincolo del gran lusso e fare una cucina contemporanea senza il prezzo di un tre stelle. Questa scelta, che Alain Senderens ponderò a lungo assieme a sua moglie, significò per lo stesso e per i suoi clienti la libertà!
Libertà per lo chef dai vincoli di servizio, libertà nella creazione culinaria e nell’utilizzo di una maggior varietà d’ingredienti. Libertà per la clientela perché possibile concedersi pasti eccellenti a prezzi molto più ragionevoli, rispetto ai 400 euro dei tempi del Lucas Carton. Nella primavera del 2006 la guida Michelin ha comunque assegnato due stelle al Senderens: un’assoluta novità per un nuovo locale. Il restyling del Senderens è stato affidato all’architetto di interni Noé Duchaufour-Lawrence che ha preservato lo spirito del luogo, originalmente progettato da Louis Majorelle, pur avvicinandolo al nostro tempo. Una ristrutturazione molto riuscita, declinata in curve sensuali, giochi di luce, influenze cosmopolite e note futuriste. Il ristorante è articolato su due livelli: un pianterreno che evoca l’idea di una crisalide e un primo piano suddiviso in tre sale per convivi privati, più il bistrot Le Passage. Al pianterreno, il soffitto luminoso – creato in collaborazione con il light designer Xavier Gruchet – infonde allo spazio un’evanescenza tale da ravvivare dolcemente le boiserie in limone e sicomoro.
I motivi decò di iris e farfalle, tipici degli inizi del 1900, sono stati ricreati negli intarsi dei tavoli in corian, degli specchi e dei pannelli in plexiglass dalla coreana Yoon Hee Ahn. Attorno ai tavoli retro illuminati, su cui affiorano i decori, sedili e poltrone dalle curve femminee. Al primo piano, tra le tre sale – modulabili attraverso tendaggi declinati nei toni del grigio – spicca la sala chiamata La Madeleine, per la vista mozzafiato sull’omonima piazza. I muri di questa sala sono lievemente tinti di rosa e poco illuminati; s’intravedono i contorni di fantomatiche cornici, quasi dei segni del passato ristorante. Sotto un enorme lampadario ligneo nero, un tavolo ovale in corian da otto sedute. Poco lontano, Le Passage: un bar/bistrot che propone sushi, tapas e una selezione di piatti del menù del Senderens. I suoi muri e le sue nicchie sono decorati con foglie di rame, i cui toni ben si sposano con quelli madreperlacei delle sedute. Una collezione di caraffe eccezionali delimita un’estremità di Le Passage, mentre vicino alla finestra, l’artista coreana Yoon Hee Ahn ha realizzato un ciliegio prezioso e delicato.
Fin dal suo debutto come chef, Alain Senderens ha fatto dell’abbinamento cibo-vino un’arte e ha quindi senso affidarsi ai già suggeriti pairings a prezzi che si sono dimezzati dopo la nuova veste. Profondo conoscitore in vigna di tutti i vini francesi, Senderens parte spesso per l’idea di un piatto dal sapore del vino, dalla sua rotondità. La cucina è innovativa e tra i suoi must figurano il raviolo aperto di astice alla vaniglia con foglie di spinaci, gli scampi croccanti con coriandolo e erbette aromatiche della Persia, le millefoglie alla vaniglia di Tahiti. Mesdames et messieurs l’eleganza è servita!

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