Archifood è il sintetico ed efficace brand 
di Quid Edizioni che coniuga architettura, 
design, cultura del cibo e tutto il variegato mondo che ruota attorno a quest’ultimo. 


L’incontro magico e complesso che avviene tra uno chef, magari proprietario del locale, e un architetto al quale viene affidato il compito di realizzare il sogno dello chef stesso, e cioè il suo ristorante, è una delle storie che Archifood si propone di raccontare. 


E poi tanti designer, libri e mostre collegati all’enogastronomia, itinerari archi-golosi in Italia e all’estero, fotografie e illustrazioni per veri gourmet dell’estetica! Archifood nasce da una idea creativa di Arianna Mariani. 

Signorini Maurizio - Così è (se vi pare)

 

Così è (se vi pare)


Testo di Arianna Mariani
Foto di Vito Corvasce

Ambizioso titolo che rinvia immediatamente all’opera di Pirandello sul relativismo delle forme, delle convinzioni, dell’esteriorità ma che ben si addice al personaggio chiave di Azzurra: il patron, Maurizio Signorini.
Il suo biglietto da visita è un’Ape Calessino in elegante livrea blu, con cerchi cromati ed inserti in okumé sulla carrozzeria. Lo guida fiero, regalando nuovi fotogrammi di una Dolce Vita riccionese oramai - ahimè - clichè!
Sprizza fra i neon per accompagnare i suoi ospiti nell’area pedonale di Piazzale Azzarita dove sorge il suo regno, il ristorante Azzurra. Come l’Ape Calessino, Maurizio Signorini è puro stile “Made In Italy” e, ancor similmente, è assai funzionale ma unico nel suo genere.
Probabilmente è per questo motivo che, noncuranti dei clichè, personaggi famosi e belle signore lo adorano! Azzurra gode di un’ottima posizione: direttamente sul lido di Riccione, con una veranda che arriva sino in spiaggia. Il pianterreno è declinato nei toni del bianco e del blu, con stucchi d’ispirazione marina al soffitto. Al piano superiore un’ampia terrazza con evidente uso di legno pregiato e decori a monocromo. Maurizio vi lavora instancabilmente, assieme a sua moglie Rossella. Accompagna i clienti ai tavoli, consiglia piatti e vini, racconta la sua storia di Azzurra.
Figlio di un marinaio e di una cuoca di ‘pensioncine’ riccionesi, Maurizio cominciò a lavorare nella ristorazione a soli quattordici anni. Il locale in cui si formò professionalmente si chiamava Il Lampione verde, frequentato prevalentemente da turisti tedeschi. Di Azzurra racconta che si chiamò “Da Alfredo” fra gli anni Quaranta e il 1985, anno in cui divenne “Comunità Europea”: ristorante di proprietà di un caricaturale siciliano che era solito girare in Cadillac! Nel 1988 Maurizio rilevò l’attività, fino ad allora stagionale. Dal 1992 l’ Azzurra è aperto tutto l’anno. Tra il ’93 e  il ’95 le varie modifiche, fatte molto spesso dall’eclettico Maurizio in persona, portano il locale ad essere quello che è oggi: il contenitore degli annali della vita riccionese e dei suoi esuberanti frequentatori. Ammaliati dal patron, dalla sua arte affabulatoria, dal suo pesce selezionatissimo, dai Dom Perignon del ’59 o da introvabili Krug, i clienti di Maurizio tornano sempre e con piacere a trovarlo, contenti di ritrovarsi per qualche ora dentro lo stereotipo della spiaggia affollata, dei bar con i juke-box, dei dancing e dei latin lover locali. Un film del genere balnear-vacanziero, secondo le migliori tradizioni della commedia all’italiana.

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