Archifood è il sintetico ed efficace brand 
di Quid Edizioni che coniuga architettura, 
design, cultura del cibo e tutto il variegato mondo che ruota attorno a quest’ultimo. 


L’incontro magico e complesso che avviene tra uno chef, magari proprietario del locale, e un architetto al quale viene affidato il compito di realizzare il sogno dello chef stesso, e cioè il suo ristorante, è una delle storie che Archifood si propone di raccontare. 


E poi tanti designer, libri e mostre collegati all’enogastronomia, itinerari archi-golosi in Italia e all’estero, fotografie e illustrazioni per veri gourmet dell’estetica! Archifood nasce da una idea creativa di Arianna Mariani. 

Silenzi Alvise - Una tavola lunga un secolo

 

Una tavola lunga un secolo


Testo di Romina Angeletti Agnoletti
Foto di Silenzi Alvise, Lasagni Daniele, Gabriele Sossella

Mentre Milano si svuota per le ferie estive, chi rimane in città ha davvero qualcosa di nuovo da gustare, oltre alle consuete attrazioni del capoluogo lombardo. Nelle sale della DesignLibrary, in via Savona 11, fino al prossimo 25 settembre si può ammirare una mostra originale che racconta la storia di noi italiani lungo il corso del Novecento, in questa occasione attorno alla tavola. L’idea è nata da una collaborazione tra Ballarini 1889 e Richard Ginori 1735, due firme storiche del Made in Italy d’eccellenza che, con i loro prodotti, hanno accompagnato e incoraggiato l’evolversi delle esigenze quotidiane d’Italia in cucina e sulla tavola. Nel 2009 la Ballarini Paolo & Figli compie 120 anni e per questo importante compleanno ha “voluto scorrere l’album delle immagini del tempo trascorso, cercando di vedere la propria storia attraverso il più ampio quadro della cucina italiana del secolo scorso”. L’attività Ballarini è iniziata alla fine dell’Ottocento con la fabbricazione di piccole gabbie per uccelli, seguendo l’influenza stilistica dell’epoca con i padiglioni in ferro a forma di cupola. E da qui inizia la mostra, proprio per partire dalle origini. Il percorso espositivo si snoda attraverso otto periodi storico-culinari, esaminati da tre distinti angoli prospettici: la cucina, la tavola e la storia; con un ulteriore ambito riservato alla contemporaneità. In ogni installazione la cucina si esibisce attraverso le tecniche e gli utensili del periodo, la tavola con le ricette e le riproduzioni dei piatti più rappresentativi, la storia con un’ulteriore vetrina per contestualizzare il tutto. Particolarmente suggestive sono le ricette dei piatti più significativi per ogni periodo, creazioni di chef dell’epoca, ricostruiti ed esposti come opere d’arte: quadri da ammirare e da assaporare con gli occhi e la mente. Nell’allestimento diviene evocativa la preparazione stessa delle pietanze: le parole danzano su nuvole di fumo in maglia metallica ed entrano nelle pentole di rame posate su fuochi di luce rossa. Passeggiando tra le installazioni si viaggia tra la storia e la memoria: quelli che oggi sono pezzi da museo, quando sono stati progettati e creati erano semplici oggetti di uso quotidiano, e magari qualche visitatore un po’ più maturo ha davvero utilizzato la casseruola “serie Okey” o gli articoli in alluminio pesante speciali per istituti. E di sicuro più di un ospite si è trovato tra le mani “Il talismano della felicità” o il “Pinocchio” nell’edizione Giunti Marzocco che ha ispirato l’omonima collezione Richard Ginori. Questo gruppo è il leader italiano nella produzione di porcellane per la tavola e artistiche: è il simbolo della perfezione estetica, grazie alla padronanza delle tecniche di manifattura e alla costante ricerca nel design. La tradizione dei suoi oltre 270 anni di storia si coniuga costantemente con la modernità grazie alla particolare attenzione per l’evoluzione nelle esigenze del mercato e nel gusto dei consumatori. Quale accoppiata migliore tra Ballarini e Richard Ginori per un viaggio nella storia della cucina italiana? Accanto al paiolo in rame rosso dei primi del Novecento, ai manuali di cucina che anche le nostre nonne hanno sfogliato, si trovano le porcellane dipinte a mano degli anni Venti e le alzate Liberty e perfino gli antenati grafici dei marchi storici di riso o olio: tutto contribuisce al ricordo, all’immersione nel passato sfarzoso o modesto del secolo scorso, per poi giungere al presente e al futuro. I curatori della mostra, Anna e Gian Franco Gasparini, hanno ideato per questa occasione dei pezzi speciali prodotti in edizione limitata: due piatti con decoro fatto a mano, ispirato a una famosa opera di Gio Ponti, e una piccola casseruola per cucinare e servire in tavola, con sottopentola a forma di mano. Proprio la mano, infatti, è simbolo ricorrente negli oggetti esposti, come emblema del lavoro artigianale, per ricordare che dietro l’eccellenza del risultato c’è sempre il “saper fare” delle persone.

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