Archifood è il sintetico ed efficace brand 
di Quid Edizioni che coniuga architettura, 
design, cultura del cibo e tutto il variegato mondo che ruota attorno a quest’ultimo. 


L’incontro magico e complesso che avviene tra uno chef, magari proprietario del locale, e un architetto al quale viene affidato il compito di realizzare il sogno dello chef stesso, e cioè il suo ristorante, è una delle storie che Archifood si propone di raccontare. 


E poi tanti designer, libri e mostre collegati all’enogastronomia, itinerari archi-golosi in Italia e all’estero, fotografie e illustrazioni per veri gourmet dell’estetica! Archifood nasce da una idea creativa di Arianna Mariani. 

Staccoli Paolo - Colazione da Staccoli

 

Colazione da Staccoli


Testo di Maria Chiara Ballerini
Foto di Margherita Cenni

«Se io trovassi un posto a questo mondo che mi facesse sentire come da Tiffany... comprerei i mobili e darei al gatto un nome!» (Colazione da Tiffany, di Blake Edwards)
Così fantasticava Holly Golightly, nell’interpretazione di un’incantevole Audrey Hepburn, rapita di fronte alla scintillante vetrina della più celebre gioielleria del mondo. Vagheggiamenti simili, adattati al vissuto personale ma altrettanto ammaliati, potrebbe ispirare la contemplazione delle teche di cristallo che custodiscono i tesori forgiati con il “nettare degli dei” nella boutique cioccolato e vino di Staccoli Caffè.
Come ogni malía che si rispetti, la “Cioccovineria”, inaugurata nel 2006 dal maestro pasticcere e cioccolatiere Paolo Staccoli, affonda le radici in un passato lontano tramandato di padre in figlio e fatto di impegno, passione e un pizzico di follia.
La storia ha inizio nel 1952 a Cattolica, quando Giuseppe e Assunta Staccoli, mugnai da generazioni, aprono la prima pasticceria in via Carducci, che diventa subito punto di riferimento per cittadini e turisti, disposti a fare la fila per gustare la specialità tradizionale cattolichina del Miacetto, i bomboloni della figlia Giulia e la pizza al taglio, dalla ricetta segreta e ancora ineguagliata. Negli anni Settanta la pasticceria, arricchita del reparto gelateria, si trasferisce in via XXIV maggio, e negli anni Novanta estende l’attività a bar per colazioni, brunch e spuntini notturni.
Terza generazione della famiglia Staccoli, cresciuto tra i profumi di burro e farina, Paolo approfondisce la passione per l’arte bianca e per il cioccolato in corsi e stage di specializzazione in tutta Europa, incontra i più esperti maestri del settore, e nel 2002 inaugura Staccoli Caffè, inventando per l’occasione La Sangiovesa, torta da credenza con cioccolato fondente e vino sangiovese.
Elegante, contemporaneo e raffinato, il locale in via dott. Ferri, adiacente alla piazza del Municipio di Cattolica, racchiude tutti i settori sviluppati dalla famiglia nel corso degli anni, confermandosi simbolo stesso della pasticceria cittadina e luogo di ritrovo per giovani d’ogni età, con un’offerta che spazia dalle colazioni non-stop a base di una svariata scelta di paste e croissant, alla caffetteria con il classico espresso e gli artistici Amarcord, Mimosino e Zebrato, per continuare con il buffet salato all’ora dell’aperitivo e con le colazioni notturne durante l’estate, senza dimenticare i piatti estemporanei per un pranzo veloce, i gelati artigianali e gli spettacolari dolci da cerimonia. Nel 2006 nasce la Cioccovineria, vero e proprio tempio dedicato al cioccolato, custode di creazioni originalissime che vanno dalle praline, alle mousse, alle mini-sculture, da accompagnare a pregiati vini e passiti da degustazione nel più peccaminoso dei connubi. Il design dei banchi espositivi trae ispirazione dall’oreficeria: dalle teche di cristallo che valorizzano il potenziale estetico e invitante del monile-cioccolatino con iridescenze perlacee d’oro e argento su fondo avorio, risplendono ed ammiccano le Gocce di memoria, cioccolato fondente variegato bianco con crema di aceto balsamico dop, le Rose blu, al latte con essenza di rose, i Cuoricini piccanti, con ripieno “hot”, il Chokoshock, pralina frizzante pensata per il mondo della notte, l’Ostrica di cioccolato, i dolci dedicati alla memoria di Federico Fellini, la linea “light” Perle del benessere e innumerevoli altre creazioni, trionfo della fantasia e della sensualità di forme, colori e sapori. La progettazione del locale è opera dell’architetto e designer Raffaella Morosini dello Studio Opus di San Marino, specializzato nella progettazione di mobili a disegno esclusivi, con un’attenzione particolare all’illuminazione e all’inserimento di tecnologie che garantiscano al locale massima funzionalità, ai prodotti esposti adeguata valorizzazione e agli ospiti comfort e atmosfera.
La boutique di cioccolato e vino si sviluppa su due piani, attigui a Staccoli Caffè, in un ambiente hi-tech dominato da legno, acciaio e vetro. La pavimentazione in plance di rovere naturale, le pareti d’acciaio a specchio, gli scaffali espositivi finiti in acciaio lucidato con ripiani in cristallo e illuminazione led, i volumi in cristallo a delineare le zone senza separarle, conferiscono all’ambiente dinamismo, classe e leggerezza. Dal soppalco, dove trovano spazio l’esposizione di prodotti stagionali e la realizzazione di confezioni, le scaffalature in tamburato con gemme led proiettano e riflettono la luce in un suggestivo effetto cromatico. Il sottopalco ospita la cantina in rovere naturale con pregiate etichette esposte in vetrine climatizzate a temperature differenziate. «Il concept del progetto è articolato attorno alla luce ed all’assenza di luce - spiega Raffaella Morosini -, bagliori e penombre, chiaro-scuri, splendente e opaco; la luce come fonte di suggestioni, come benessere della mente, fatta correre lungo superfici di cristallo, imbrigliata da proiettori in forme geometriche, riflessa all’infinito da superfici a specchio, fino a deporsi delicatamente su pannelli di avorio opaco quasi a smaterializzare lo spazio».
Piena sintonia con la location di Staccoli Caffè, caratterizzato da ampie vetrate a doppia altezza che creano osmosi tra spazi interni ed esterni, e in cui l’intensità della luce naturale è mitigata dal portico in facciata e raggiunge l’interno grazie ad una adeguata angolazione. «Attorno alla ricerca dell’equilibrio tra materia e luce si sono sviluppate le architetture ed i volumi di questo locale - continua la designer - pensato per infondere in chi entra l’emozione di spazi onirici e non ben definiti, ma come la luce fortemente dinamici, in movimento».
La delizia del contenuto e la poesia del suo contenitore, un magico elisir che ispira un sogno a ogni riflesso di luce sul cibo divino.

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