Archifood è il sintetico ed efficace brand 
di Quid Edizioni che coniuga architettura, 
design, cultura del cibo e tutto il variegato mondo che ruota attorno a quest’ultimo. 


L’incontro magico e complesso che avviene tra uno chef, magari proprietario del locale, e un architetto al quale viene affidato il compito di realizzare il sogno dello chef stesso, e cioè il suo ristorante, è una delle storie che Archifood si propone di raccontare. 


E poi tanti designer, libri e mostre collegati all’enogastronomia, itinerari archi-golosi in Italia e all’estero, fotografie e illustrazioni per veri gourmet dell’estetica! Archifood nasce da una idea creativa di Arianna Mariani. 

Studio Origoni-Steiner - Per fare un tavolo…

 

Per fare un tavolo…


Testo di Maria Chiara Ballerini
Fotografie courtesy San Patrignano

Materia viva da trasformare che continua a respirare con noi e conserva lo spirito dell’albero nel passaggio da materia oggetto, il legno ha una doppia vita. Il nuovo progetto di San Patrignano, il maggiore centro antidroga in Europa attivo da oltre 30 anni, ha saputo aggiungerne una terza. Grazie allo sviluppo di una notevole attività vitivinicola, la comunità possiede una cantina in cui il vino si affina all’interno di botti in legno di rovere, che dopo pochissimi anni esauriscono il ciclo produttivo e sono destinate alla distruzione.
Come nella favola di Pinocchio, è il legno stesso a scegliere il suo falegname, ispirandogli una possibile ulteriore metamorfosi dell’elemento: «perché non riciclare il legno delle botti portandolo a nuova vita?» si chiede Maurizio Riva, che aveva già affidato a grandi designer un progetto di recupero delle “briccole” di Venezia.
Nasce così Barrique, la terza vita del legno, un progetto che vede oltre 30 architetti, stilisti e designer di rilievo internazionale ideare altrettanti oggetti d’arredo e costruirli insieme a circa 200 ragazzi del laboratorio di falegnameria, decorazioni e fabbri di Sanpa, utilizzando il legno delle botti della comunità.
«Un progetto che ha un triplice valore -afferma Marco Stefanini, responsabile del laboratorio di falegnameria- riscatto delle persone che ritrovano entusiasmo grazie all’apporto emotivo, professionale e di autostima, rispetto per l’ambiente attraverso il riciclo del legno delle botti e recupero di un antico mestiere artigianale che da sempre contraddistingue il nostro Paese ma che rischia di andare perduto».
Il profondo significato sociale dell’iniziativa, nata non per business ma per esigenze culturali, è una delle ragioni principali del suo successo, accanto al valore artistico e funzionale dei singoli oggetti realizzati. Il progetto, reso possibile grazie all’aiuto di Maurizio e Davide Riva e al sostegno di Federvini, Federlegno Arredo e Comit, è stato presentato al Salone del Mobile 2012 con un allestimento curato dallo studio Origoni. Ora sta girando per l’Europa e l’America insieme alla storia e al significato di Sanpa, ricevendo ordinazioni persino dalla lontana Seul.
La collezione d’interior design comprende una trentina di opere tra mobili e oggetti d’arredo, che valorizzano la curvatura delle doghe, il loro colore e il loro vissuto, reincarnando il legno in nuove possibilità di uso, di gioco, di bellezza, di futuro.
La chaise-longue di Erasmo Figini è essenziale e mantiene le sfumature del legno impregnato di sedimenti di vino, mentre Marc Sadler ne ha disegnata una con ”forma ergonomica ed elegante ma che tuttavia trattiene in sé la ruvidità della storia del rovere di cui è composta”. Vi sono le panche di Riccardo Arbizzoni, Mario Botta, Aldo Cibic, Antonio Citterio, Luca Scacchetti e le varietà di tavoli declinate da Maurizio e Davide Riva, Giuliano Cappelletti, Luisa Castiglioni e Maddalena Scarzella, Michele De Lucchi, Alessandro Mendini e Karim Rashid. E ancora le poltroncine di Matteo e Franco Origoni, Antonio Citterio, Alessandro Pedron e Aldo Spinelli. La stilista Angela Missoni ha disegnato un dondolo variopinto, Paolo Pininfarina una lampada con luci a led, Elio Fiorucci una consolle svuotatasche e una lampada-occhio. Pierluigi Cerri ha firmato un vassoio, Alejandro Ruiz e Giuseppe Leida due cavallini a dondolo, Alberto Meda un’altalena, Matteo Thun un paravento, Gualtiero Marchesi la porta di una cantina.
Emblematica la scelta della comunità di Sanpa nell’ideazione di Culla Letizia, con il sostegno dell’azienda Mimisol e della designer Imelde Bronzieri: «Come la botte fa invecchiare il vino, la culla alleva il bambino alla vita. Prima casa accogliente, riparo e protezione, è luogo d’origine. Simbolo perfetto anche per San Patrignano, a sua volta posto di rinascita».
«I ragazzi hanno elaborato i prototipi insieme agli artisti, portando avanti con cura, dedizione e professionalità un lavoro artigianale di grande valore -continua Marco Stefanini- misurandosi con progetti di altissimo livello e confrontati con importanti designer, ma il risultato più bello è stato vedere che si appassionavano di nuovo a qualcosa e leggere nei loro sguardi la soddisfazione, l’orgoglio non solo nell’ammirare le realizzazioni esposte al prestigioso Salone del Mobile, ma anche nel vedere apprezzato il proprio lavoro al punto di ricevere ordinazioni dei diversi oggetti da ogni parte d’Italia e anche dall’estero».
E la vita del legno continua.

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