Archifood è il sintetico ed efficace brand 
di Quid Edizioni che coniuga architettura, 
design, cultura del cibo e tutto il variegato mondo che ruota attorno a quest’ultimo. 


L’incontro magico e complesso che avviene tra uno chef, magari proprietario del locale, e un architetto al quale viene affidato il compito di realizzare il sogno dello chef stesso, e cioè il suo ristorante, è una delle storie che Archifood si propone di raccontare. 


E poi tanti designer, libri e mostre collegati all’enogastronomia, itinerari archi-golosi in Italia e all’estero, fotografie e illustrazioni per veri gourmet dell’estetica! Archifood nasce da una idea creativa di Arianna Mariani. 

Studio Tausani e Ferrini - Home sweet home

 

Home sweet home


Testo di Maria Chiara Ballerini
Foto di Margherita Cenni

Incrociandola per caso mentre si passeggia nei dintorni del frequentatissimo viale Ceccarini di Riccione, tra i palazzi del modernismo anni Sessanta, lo scompiglio di negozi e il via vai di gente, la Brasserie attira lo sguardo come un piccolo diamante. Uno splendore, una rarità, un’isola fuori dal tempo.
La prima impressione liberty all’entrata è suggerita dal piccolo edificio poligonale in pietra chiara cui sono annesse romantiche bow window in vetro e ferro battuto, laccata in grigio-verde la grande, in bianco le più piccole. All’interno, l’occhio si posa immediatamente sulla ricercatezza degli arredi, tavoli in legno candido, comode sedute in legno o stoffa, lampadari in vetro di Burano, tende ricamate e tovaglie di lino; per poi danzare sulla ricchezza delle suppellettili, dalle porcellane inglesi alla posateria, ai bicchieri in cristallo inciso, alle candele profumate, ai libri di cucina e di arredamento.
Si è ancora assorti nell’ammirazione degli oggetti esposti, quando la visione di una cuoca che stende la pasta davanti ai commensali su un tavolo ornato di pizzi e ricami, e l’arrivo di un cameriere oltremodo attento e professionale trasportano in volo nel mondo del cibo, dove familiarità si accompagna a competenza e raffinatezza.
Quando Milena Neri rilevò il locale in cui lavorava, una brasserie nel vero senso della parola, per trasformarlo in elegante ristorante, era il 1992: quasi vent’anni per un locale che manifesta la freschezza, l’energia e la passione di un’attività appena avviata. Cuoca da quando ne ha memoria e figlia di ristoratori, Milena coniuga nella nuova Brasserie la passione per la cucina e l’interesse per l’oggettistica e l’arredo d’interni. Circondandosi di cose che apprezza, dà vita a un luogo davvero unico, che rispecchia fin nei minimi dettagli un progetto assolutamente personale e in cui ricrea l’atmosfera di una vera e propria casa, curata, amata, vezzeggiata.
Per la struttura architettonica, Milena è supportata nel disegno tecnico dall’amico architetto Luca Tausani, ma l’idea originale e l’intera composizione dell’arredo di interni sono di sua invenzione. Gli oggetti in mostra, tutti in vendita, sono pezzi unici, alcuni acquistati nei mercatini o dai rigattieri in Italia, Francia, Inghilterra e in seguito restaurati, altri fatti realizzare appositamente, come i bicchieri francesi e i lampadari di Burano. L’effetto è un ambiente nostrano, provenzale e old england, che trasmette freschezza, profumo, agio, benessere. Un’atmosfera squisita che trova riscontro e conferma nella squisita cucina.
Milena Neri punta sulla qualità delle materie prime, scelte personalmente al mercato ogni mattina, con una predilezione per il pesce, che seleziona, pulisce e prepara con una scienza e una perizia che vengono da lontano. Niente sughi pronti ma solo piatti espressi, cucinati all’istante in base alla spesa giornaliera e secondo disponibilità stagionale, ma anche seguendo l’ispirazione del momento. Le ricette sono in parte tradizionali, riprese dalla cucina di casa di una volta ereditata dalla madre e dalla nonna, in parte nuove e curiose, con tocchi di sperimentazione creativa.
Pane di mais con semi di papavero, carré di pesci crudi, tagliatelle di farina integrale con scorfano, pomodoro e basilico, soglioline appena scottate, il tutto accompagnato da vino biologico e, per finire, un dessert goloso e un rum versato in un capiente calice che amplifica a tal punto l’aroma da inebriare prima dell’assaggio.
La carta dei vini, pur non particolarmente estesa, è curata da Gianluca Sanulli con estremo rigore. Un notevole biologico a chilometro zero, della cantina Valle delle Lepri di Coriano, riassume nel nome la sensazione principale che si prova nel locale: Letizia. Brasserie organizza corsi di cucina tenuti dalla stessa proprietaria, che cerca di trasmettere l’amore per un modo di cucinare che sappia unire memoria e ingegno e non tradisca mai il prodotto base. «C’è chi cerca le stelle nelle guide, ma per me le stelle sono i miei clienti» afferma con orgoglio Milena Neri. Clienti fiduciosi e affezionati che non perdono occasione per farsi coccolare, e clienti sempre nuovi conquistati da questo regno del savoir faire.

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