Archifood è il sintetico ed efficace brand 
di Quid Edizioni che coniuga architettura, 
design, cultura del cibo e tutto il variegato mondo che ruota attorno a quest’ultimo. 


L’incontro magico e complesso che avviene tra uno chef, magari proprietario del locale, e un architetto al quale viene affidato il compito di realizzare il sogno dello chef stesso, e cioè il suo ristorante, è una delle storie che Archifood si propone di raccontare. 


E poi tanti designer, libri e mostre collegati all’enogastronomia, itinerari archi-golosi in Italia e all’estero, fotografie e illustrazioni per veri gourmet dell’estetica! Archifood nasce da una idea creativa di Arianna Mariani. 

Sylvie Amar - Mise en place

 

Mise en place


Testo di Giulia Giovanelli
Foto courtesy Sylvie Amar Studio

Forma, ergonomia, linguaggio del corpo, estetica, etica ed infine utilizzo.
L’unicità di ogni creazione risiede nella sua capacità di combinare le caratteristiche funzionali, il cibo, la pratica e il rispetto di ogni ruolo, fornendo sempre un sostegno utile e originale. Quando Sylvie Amar scoprì la passione per il mondo dell’enogastronomia e le sue mille sfaccettature, fu amore a prima vista. In realtà, tutta questa energia creativa è mossa, da sempre, dalla curiosità di indagare profondamente nel rapporto tra uomo e società. Calarsi nei panni di un cliente che lascia la sua camera per andare a colazione o a pranzo, immaginarsi di essere parte del personale di un ristorante per fornire risposte logiche e pratiche alla quotidianità, tutto ciò è una sfida che da anni non conosce sosta. “Tutto sta nel buon senso”, sostiene la designer francese: è importante infatti capire il problema per presentare una proposta nuova ed offrire prodotti leggibili agli utenti, senza dimenticare la coerenza con la strategia di marketing di un’azienda. Se l’oggetto desiderato non è presente sul mercato, Sylvie Amar è capace di concepirlo. Lavorare a fianco di professionisti come Pierre Gagnaire, Olivier Roellinger o Carlo Cracco ed essere in grado di ascoltare i loro desideri senza essere mai banale, percependo con largo anticipo le future tendenze della ristorazione, è definibile solo con la parola ‘talento’. L’unico vincolo è di natura economica, ma anche qui i freni si trasformano magicamente in innovazione.

 

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