Archifood è il sintetico ed efficace brand 
di Quid Edizioni che coniuga architettura, 
design, cultura del cibo e tutto il variegato mondo che ruota attorno a quest’ultimo. 


L’incontro magico e complesso che avviene tra uno chef, magari proprietario del locale, e un architetto al quale viene affidato il compito di realizzare il sogno dello chef stesso, e cioè il suo ristorante, è una delle storie che Archifood si propone di raccontare. 


E poi tanti designer, libri e mostre collegati all’enogastronomia, itinerari archi-golosi in Italia e all’estero, fotografie e illustrazioni per veri gourmet dell’estetica! Archifood nasce da una idea creativa di Arianna Mariani. 

 


Alice Zannoni nasce ad Arzignano (Vi) nel 1981, vive e lavora a Bologna.
Laureata in Estetica al Dams-arte di Bologna (2007) e con un master in “Cultura dell'innovazione, mercati e creazione di impresa” conseguito all'Università degli studi di Bologna (2009), è attiva  come critica d'arte e curatrice indipendente.
Dal 2010 è docente di “Storia del design” presso la L.a.b.a - Libera Accademia di Belle Arti - di Rimini.
Nel 2011 crea il marchio di eventi FoodHap' che ha come obbiettivo l'esaltazione del contenuto di mostre, esposizioni, eventi attraverso il mezzo del cibo che diventa il vettore del concept di un arte partecipata: se “Food” infatti è la traduzione di cibo “Hap'” è la contrazione di happening, forma d'arte performativa possibile grazie alla partecipazione del pubblico.
E' Direttore artistico di Tedx Bologna e TedMedLive Bologna.
Collabora con riviste del settore delle arti visive come giornalista freelance (Parol, Zeta, Exibart, Espoarte).
Nel 2013 ha ideato e organizzato SetUp Art Fair la prima fiera collaterale di ArteFiera Bologna.
Dice di sé: “Consapevolmente malata della 'sindrome di Salieri', per la quale sono provvista del dono di capire la bellezza ma di non saperla produrre, sopperisco alla mia 'tara creativa' con una scrittura incisiva e potente...anche se "L'arte è una mediatrice dell'ineffabile, perciò sembra una stoltezza il volerla trasmettere nuovamente a parole" (Goethe).
Più che critica ama definirsi "osservatrice contemporanea".

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